«Dai militari agli scali Sala copia la Moratti ma è ostaggio dei suoi»

Il capogruppo Fi fa il tagliando al sindaco: «Insegue il centrodestra con scarsi risultati»

Chiara Campo

Un mese prima ha tessuto l'accordo con il Pd e il sindaco, e il 7 dicembre al teatro Dal Verme si è goduto in prima fila il risultato. Letizia Moratti - un ex sindaco del centrodestra - premiata all'unanimità dai partiti con l'Ambrogino d'Oro. E ironia della sorte, a consegnarle la Medaglia con la fascia tricolore quel Beppe Sala che fu il suo city manager in Comune, prima di candidarsi nel campo avversario.

Gianluca Comazzi, capogruppo di Forza Italia, soddisfatto?

«Sono contento che ci sia stata unanimità, e in quel premio non c'è solo il riconoscimento a una grande donna ma anche a tutto il lavoro importante e concreto fatto da una giunta di centrodestra che ha portato Milano ad essere moderna e internazionale».

Veramente sembra che Milano sia diventata un punto di riferimento in Europa e non solo dopo Expo 2015, quando al governo della città non c'eravate più voi.

«Già, ma nelle motivazione dell'Ambrogino si ricorda appunto che Moratti è stata il sindaco che ha fortemente voluto e ottenuto Expo. Un evento guadagnato grazie ai nostri sforzi e che ha rilanciato l'immagine di Milano. Invece la sinistra lo ha prima osteggiato, poi cavalcato quando faceva comodo».

Stanno per scadere i primi sei mesi di giunta Sala, è tempo di tagliandi. Qual è il suo giudizio?

«Purtroppo per la nostra città, negativo. É un bene che Sala si sia accorto che per affrontare i grandi problemi di Milano sono giuste le ricette che abbiamo presentato in campagna elettorale, tant'è che sta copiando una buona parte del nostro programma. Male però che le soluzioni da cui prende spunto siano poi sempre mediate al ribasso, per raggiungere un compromesso con la parte più a sinistra della sua maggioranza, il risultato è un pasticcio».

Faccia qualche esempio.

«Si è accorto che i militari che la sinistra con Pisapia aveva cacciato da Milano nel 2011 sono indispensabili per rafforzare i controlli. Ma la linea dell'amministrazione sul piano per le periferie è contraddittoria. Da una parte abbiamo l'assessore alla Sicurezza Carmela Rozza che fa grandi spot sull'aumento dei presidi, dall'altra il delegato del sindaco sulle periferie, Mirko Mazzali, che sostiene che lo spaccio dovrebbe essere legalizzato sotto il controllo dello Stato, ad esempio a Rogoredo».

Un altro?

«A fine mese riaprirà piazza Castello al traffico per motorini e auto dei residenti. Bene. Ma noi proponevamo di togliere il blocco a tutti i mezzi privati. Sul recupero degli ex scali ferroviari porta avanti il nostro programma, ma non lo fa fino in fondo perchè si scontra con l'ala più verde e conservatrice del Pd. In sintesi, Sala cerca di fare cose di destra ma poi deve mediare al ribasso e non è nè carne nè pesce. E la giunta non produce delibere».

E Forza Italia, come vi muoverà anche a fronte del risultato del Referendum?

«Nei prossimi mesi continuerà il nostro lavoro incessante sulle periferie che ci hanno premiato alle elezioni, ma dovremo lavorare molto anche sul centro storico perchè lì va ridotto il gap di consenso. Il Pd ha raccolto sia alle Comunali che domenica scorsa il suo bacino elettorale più ampio nella parte più ricca ed elitaria della città».

Sembra che Silvio Berlusconi abbia anticipato in Ufficio di presidenza dopo il voto che vuole inserire diversi giovani amministratori locali nelle liste di Fi per le Politiche. É il «modello Milano»?

«Il presidente riesce sempre a vedere avanti, ha capito che con l'apporto di tanti giovani e preparati amministratori locali Fi sarà ancora il partito trainante della coalizione, a Milano ha incassato il 20% dei voti e può arrivarci a livello nazionale. Ricordo che il 6% erano preferenze dei consiglieri comunali».