Dai sindacati alla «quota Cl» il risiko delle liste civiche

Nel centrodestra Amicone in bilico tra sindaco e Fi Sala punta sulla Tajani. E Rozza difende Ferlini

Chiara CampoÉ l'affaire più spinoso delle Comunali. Il risiko delle liste. I politici abbondano, meno gli esponenti della società civile pronti a metterci la faccia. Stefano Parisi sta componendo la sua lista civica «Io corro per Milano» e a guidarla non sarà un outsider ma un recordman di preferenze come l'ex sindaco Gabriele Albertini. E la strategia dovrebbe essere di non presentare oltre a lui dei big ma piuttosto esponenti noti nelle varie categorie professionali di Milano. Si è fatto il nome di Raffaele Grassi, presidente del Satam (il più grande sindacato dei tassisti milanesi) e la sua partecipazione avrebbe un doppio significato visto che è uno dei consiglieri di maggioranza delusi da Pisapia (è stato eletto nel 2011 con l'Idv, ma è uscito dal partito e vota da mesi contro la giunta). Sabato era al lancio della campagna di Parisi al Dal Verme, ma punta anche al ruolo di direttore generale del Satam, se otterrà il posto cederà quello in lista a un altro tassista-sindacalista. Si fa anche il nome dell'avvocato Marco Di Tolle, ex candidato del Pdl alle provinciali. Luigi Amicone, fondatore e direttore del settimanale «Tempi», ciellino di ferro, è conteso invece nel centrodestra tra la lista civica, quella di Ncd e Forza Italia, e sembra che gli azzurri siano in pole position. Sul fronte del centrosinistra, anche Giuseppe Sala sta sondando il mondo non politico per la sua lista civica, anche se per il ruolo di capolista (o numero due, in ticket con una figura maschile) si rafforza l'ipotesi dell'assessore Cristina Tajani, ex fedelissima di Nichi Vendola e oggi con rapporti tormentati con il mondo di Sel. Nella giunta Pisapia ha gestito Moda e Lavoro, quindi si è creata un vasto numero di contatti. Della serie «non vorrei ma posso», l'avvocato Umberto Ambrosoli, ex sfidante di Roberto Maroni alle Regionali, per ora resiste ai pressing di Sala ma è pronto a cedere se il suo nome fosse il più utile ad acchiappare voti. In quel caso, correrebbe in ticket con la Tajani. Dipenderà dall'esito della altre «consultazioni» in corso per comporre la lista. Mr Expo vorrebbe il direttore del Museo della Scienza e tecnologia Fiorenzo Galli (guarda caso seduto accanto ad Ambrosoli sabato al teatro Parenti per il lancio della campagna) e il musicista e direttore d'orchestra Alberto Veronesi, figlio dell'oncologo Umberto. Si candiderà nella lista civica anche l'assessore Franco D'Alfonso, l'«ideologo» arancione che si è esibito in una serie di gaffe durante il mandato Pisapia, tra la lite con Dolce e Gabbana e il gelato «vietato» dopo la mezzanotte. É bastato parlarne e ha scatenato polemiche a sinistra l'ipotesi di un posto in lista per Massimo Ferlini, vicepresidente della Compagnia delle Opere, braccio economico di Cl. Sel e qualche Pd hanno posto il veto. L'assessore dem Carmela Rozza ribatte: «Ferlini è un compagno che torna a casa, prima che un esponente di Compagnia delle Opere. Con me, Sergio Scapelli e Giampiero Borghini, che sostengono Sala, ha fatto parte di quel gruppo dei riformisti e miglioristi del Pci che nel '92 abbandonarono il Pds di Occhetto perché non si riconoscevano nella sua linea troppo giustizialista». Se non sarà Ferlini, ad occupare la «quota» Cl dovrebbe essere Carmelo Ferrero, segretario dell'Ordine degli Avvocati.