D'Alfonso ci ricasca e spacca la giunta Pisapia? È contento

Non si era rassegnato l'assessore Franco D'Alfonso. Un paio di settimane fa, in uno dei vertici serali convocati dal sindaco con la giunta, aveva cercato di convincere i colleghi. In vista dell'approvazione del Bilancio 2014 (domani è già fissato un confronto fiume), aveva sostenuto allora, «bisogna ripensare al sistema del Welfare» perché «non si possono considerare intoccabili e indiscutibili i 300 milioni destinati alla spesa sociale. Andiamo a vedere come è composta la spesa, come viene distribuita. Se ci sono doppioni, sovrapposizioni». Da Piefrancesco Majorino, che ha la delega al Welfare, era arrivato subito l'alt a un'ipotesi di taglio del budget. Qualche intervento sparso (nel mirino c'era anche la spesa per il Lavoro che fa capo a Cristina Tajani), poi il sindaco aveva sciolto la seduta. Ma dopo averci rimuginato due settimane, l'assessore che dovrebbe occuparsi di Commercio, Turismo e Servizi civici è tornato alla carica dettagliando il suo modello di Welfare in un'intervista ieri sul Corriere della Sera. Apriti cielo. «Leggo che D'Alfonso propone di tagliare la spesa sociale del Comune - attacca Majorino su Facebook -. Rende pubblico (sul Corriere) un ragionamento che ha già espresso privatamente. Non condivido per niente un'impostazione simile. Riorganizzare i servizi non significa tagliarli, basta con la demagogia sulla pelle dei più deboli. Dobbiamo tagliare i contributi per poveri o disabili? Visto che dovrebbe occuparsi di marketing territoriale gli direi di non fare della pessima pubblicità a Milano. Se passa la sua impostazione, mi dimetto un secondo dopo». Dal capogruppo del Pd Lamberto Bertolè arriva il consiglio ad «occuparsi di commercio e turismo, c'è ancora molto da fare». Si uniscono l'assessore alla Mobilità Piefrancesco Maran e altri consiglieri di Pd e Sel (da Carlo Monguzzi a Luca Gibillini, David Gentili, Filippo Barberis). Per il segretario cittadino del Pd è una dichiarazione «preoccupante perché non può più essere considerata solo una boutade fuori luogo. Negli incontri tra sindaco e circoli democratici che stiamo organizzando è forte la richiesta di continuare gli sforzi per il sociale. Piuttosto si pensi a semplificare la burocrazia, le difficoltà ad accedere agli sportelli riguardano proprio l suo assessorato». Il sindaco nel pomeriggio deve risolvere l'ennesima grana creata da D'Alfonso (dalla polemica con Dolce e Gabbana al divieto di consumare gelati dopo le 24). Peraltro, è l'«ideologo» arancione, uno dei suoi uomini di fiducia. Pisapia parla di una «tempesta in un bicchier d'acqua» di «problema che non esiste» di un'«opinione personale su una vicenda di cui la giunta aveva già discusso e non aveva raccolto consenso» anzi «le risorse del Welfare vanno potenziate» anche se «non significa che non ci siano problemi». Cita i furbetti e «chi usufruisce di contributi da enti diversi». E bacchetta D'Alfonso: «Credo nella libertà di opinione ma ciascuno si deve poi assumere la responsabilità di quanto dice, io mi impegno sulle cose concrete e non su temi teorici che servono solo a creare polemiche che sarebbe utile evitare». È «una maggioranza in perenne crisi di nervi, Pisapia si dimetta» accusa il coordinatore cittadino di Fi Giulio Gallera. Per il leghista Alessandro Morelli «almeno D'Alfonso conferma che ci sono sprechi sul Welfare, come diciamo da anni». Anche parte della sinistra, dietro le quinte, ammette che nelle parole dell'assessore c'è del vero. Che quel meccanismo di affidare servizi alle associazioni sottrae, solo per le spese di gestione, troppi fondi destinati alle famiglie.