Dalle carte dell'inchiesta spuntano politici, manager e anche un don

Tra i buoni contatti del clan un candidato della lista Sala e Tomarchio, direttore generale quando governava Pisapia

Luca Fazzo

Preti, politici, dirigenti di spicco del Comune di Milano, massoni, secondini Le carte dell'inchiesta che fa traballare la poltrona del comandante dei «ghisa», Antonio Barbato, rivelano il brulicare frenetico di attività della cosca legata al clan siciliano dei Laudani.

BARBATO: MONITORAVO

Interrogato dai pm, il comandante della Polizia locale ammette di aver ricevuto da Alessandro Fazio, imprenditore poi arrestato, l'offerta di pedinare il sindacalista dei vigili Mauro Cobelli: «Io avevo necessità di monitorare Cobelli in quanto pendeva una querela che lui stesso aveva fatto nei miei confronti mentre quella che io avevo fatto nei suoi confronti era stata archiviata (...) mi incontrai ancora una volta con Fazio credo al bar Cimmino di piazza Fontana e in quella occasione mi chiese i dati di Cobelli, disse che era disponibile a fare questa attività di seguire Cobelli per due o tre giorni ma io non diedi corso a questa sua richiesta (...) Palmieri (ex sindacalista diventato faccendiere, ndr) non aveva l'indirizzo di casa del vigile Cobelli mentre invece ovviamente noi al comando lo avevamo».

LA MAMMA DEL CAPO

Nel materiale sequestrato al momento degli arresti, secondo la Squadra Mobile si apprende che il faccendiere Palmieri interviene presso Vincenzo Giudice, ex presidente del consiglio comunale, per far spostare in un altro ospedale la madre del comandante dei vigili urbani, Barbato, ricoverata al Sacco.

I BIGLIETTI DEI POLITICI

Nelle stesse perquisizioni saltano fuori una miriade di biglietti da visita di politici locali e nazionali, prevalentemente di centrodestra, ma senza traccia di contatti diretti.

IL GREMBIULINO

A contatto col clan, e citato nelle intercettazioni come Gran Maestro, una vecchia conoscenza dell'Antimafia milanese: Angelo Fiaccabrino, ex socialdemocratico, massone, che nel 1992 venne arrestato nell'indagine sull'autoparco della mafia in via Salomone. Qui appare come Maestro venerabile della loggia «Might and Freedom» del partito del Progresso sociale.

I MANAGER DEL COMUNE

Buoni rapporti il clan intratteneva con Giuseppe Tomarchio, direttore generale del Comune di Milano all'epoca di Giuliano Pisapia, oggi riciclatosi in manager della sicurezza privata; nonché con Carmelo Maugeri, funzionario dell'assessorato ai Lavori pubblici e responsabile per il Comune degli appalti in tribunale, già citato nell'inchiesta Anac sugli appalti Expo a Palazzo di giustizia. Ora si scopre che Maugeri aveva ricevuto da Alessandro Fazio la delega a vendere una villa a Brebbia, vicino al Lago Maggiore.

«CAVALCARE I GRILLINI»

Nicola Fazio (fratello di Alessandro, anche lui poi arrestato, ndr) incontra l'imprenditore Alessandro Colombo, che si lamenta di un pagamento che gli tocca fare: «A questo qua devo dargliene almeno dieci prima di Natale (...) però quello da cui mi ha portato mi sembra assolutamente attendibile (...) cioè questo qua è il portavoce di Di Maio, se non va bene questo io non lo so... Perché se le cose vanno bene meglio cavalcare Di Maio e company piuttosto che.. capito? Meglio stargli dietro».

VOTO BIPARTISAN

Orazio Elia (arrestato pure lui, ndr) discute di politica con alcuni compari: e invita a votare Ernesto Sarno, candidato alle comunali nella lista Sala. «Ma quindi chi è che dobbiamo votare?» «Questo qui! Ernesto Sarno! » «Ah figa bisogna votare il Pd» «Non voti il Pd voti lui.. Mica devi votare il Pd, tu voti lui..dobbiamo cercargli di dare più voti possibili a lui .. se vince» «Dammi i santini che li distribuisco in famiglia». Per chi non si rassegna a votare a sinistra è pronta l'alternativa: «Comazzi aveva due case di riposo negli anni 90, il figlio si candida, così chi vorrebbe votare Forza Italia gli dai Comazzi».

GLI AFFARI DEL DON

Il 4 novembre un terzetto di uomini legati al clan va nella settecentesca Villa Soncino di Cinisello Balsamo a trovare don Giuseppe Moscati, prete con la passione del business. Al prete offrono il loro appoggio per una variante che autorizzi un impianto per il tennis dentro la villa. In cambio, don Moscati accetta di entrare nel 50 per cento di una società del clan per produrre fatture false, e incamera la sponsorizzazione di un musical su Madre Teresa di Calcutta.