Dalle fabbriche ai loft: apre le porte il quartiere dei giovani più creativi

Al posto degli stabilimenti fioriscono gallerie e spazi espositivi: ecco cosa non perdere

C'era una volta la vecchia periferia Est di Milano, quella delle grandi fabbriche che hanno fatto la storia dell'industria italiana: la Lambretta, la Bracco, la Innocenti. Oggi ci sono i loft, le gallerie, gli spazi espositivi ricavati in vecchi garage. Benvenuti nel distretto di Ventura Lambrate, dove fino a oggi si danno appuntamento i giovani più creativi del Fuorisalone.

Si parte da Via Ventura 15, vero fulcro di questo quartiere in continua evoluzione, dove una volta c'era la vecchia Faema, e dove oggi, all'ultimo piano dell'edificio post-industriale, campeggia la Penthause. La cosa più entusiasmante? Il giardino con boschetto, prato, piscina e vista mozzafiato su Milano, e, da vedere, la mostra dei giovani della Royal Academy of Art dell'Aia, «Reset» (aperta dalle 10 alle 18).

Poco lontano ci si può rilassare nel Giardino Ventura, dove si può gustare ogni tipo di street food d'autore (mixato con design e moda), dal kebab vegano alle pizze espresse napoletane agli hamburger gourmet. Ma anche assistere a laboratori di food e design, e fare una pausa nelle casette di Casa Facile allestite da Studiopepe. Nello spazio di via Ventura 14, oltre ai i lavori degli studenti delle accademie di 27 Paesi del mondo (dal Messico alla Lapponia) si trovano le videoinstallazioni di Simone Micheli, mentre al civico 6 ci si può perdere nell'opera dello Studio Molen: una strada senza fine con tanti lampioni, che danno la sensazione di una corsa infinita, ma che ricreano anche una zona urbana futuristica.

Tappa obbligata anche l'ex Lavanderia di via Cletto Arrighi 10, dove i giovani della Design Academy di Eindhoven hanno allestito la mostra «Touch Base» tutta incentrata sul senso del tatto (con tanto di video proiettato sul soffitto) e un baretto rurale che ricrea una vera fattoria con pecore, galline, e (al posto delle sedie) balle di fieno e paglia.

E, infine, via Oslavia. Al civico 1 c'è Lensvelt con la sua «Boring Collection», che ribalta la concezione tradizionale di mobili da ufficio, con una nuova linea fatta di pezzi appariscenti ma super eleganti. E al 3 c'è «Envisions: products in process», una colletiva di 9 designer olandesi che svelano al pubblico tutte le fasi di realizzazione dei loro progetti. Da vedere, per carpire i segreti del mestiere.

PDO