Dalle Gallerie d'Italia al Poldi Pezzoli: un grande omaggio al Romanticismo

A ottobre un'esposizione di 200 opere tra pittura e scultura dell'Ottocento

Con insolito anticipo, ieri è stata presentata alla stampa la grande mostra Romanticismo, visitabile dal prossimo 26 ottobre al 17 marzo 2019. È la prima volta che il contributo italiano al romanticismo nelle arti figurative, con ovii rimandi a musica e letteratura coeve, viene affrontato. Alle Gallerie d'Italia di piazza della Scala, nello storico palazzo dove aveva gli uffici il banchiere Raffaele Mattioli, e al Museo Poldi Pezzoli, saranno visibili 200 opere, di 85 artisti, tra i quali 13 scultori e 13 artisti stranieri che hanno lavorato in Italia.

Trenta le opere inedite (come un nudo sensualissimo di Francesco Hayez, il pittore celebre per il Bacio), più una dose massiccia di dipinti non più visti da almeno un secolo. Giovanni Bazoli (presidente emerito di Intesa Sanpaolo), Gian Giacomo Attolico Trivulzio (presidente del Poldi Pezzoli) e Fernando Mazzocca (curatore) ieri hanno illustrato il valore della mostra, divisa in 14 sezioni, che aiuta a riscoprire il ruolo centrale di Milano nel romanticismo. Il periodo preso in esame nei tre anni di lavoro richiesti - per avere prestiti da collezioni private e musei di tutto il mondo, e contribuire al restauro di molte opere (grazie all'impegno della banca Intesa Sanpaolo) - va dal 1815 al 1861, anno dell'Unità d'Italia. Lasso storico in cui nascevano le moderne nazioni e che vide l'affermarsi di una nuova sensibilità artistica. La tradizionale pittura classicista viene detronizzata a favore di generi minori, quali il paesaggio. Ci porteranno per mano i dipinti di Caspar David Friedrich e i vedutisti che rilanciarono la moda del Grand Tour. Vedremo i lavori di paesaggisti piemontesi, quali Giovanni Battista De Gubernatis e Giuseppe Pietro Bagetti. Il paesaggio lombardo, fino allora considerato meno nobile della campagna romana, viene illuminato dalle pagine manzoniane dei Promessi Sposi (un best seller).

Cieli, laghi e campi di Renzo e Lucia, oltre agli orridi - bellezza non estranea alle sublimazioni romantiche - conquistano i pittori. Artisti come Corot, Luigi Basiletti, Marco Gozzi, Canella, Gigante, Turner, Massimo D'Azeglio, Pitloo, tra le luci mediterranee della scuola di Posillipo ed elegie campestri, dipingono l'Italia in modo del diverso. Lo spirito romantico, che aleggiava nelle pagine di Stendhal e Carlo Porta, e nella musica del giovane Giuseppe Verdi, pervade il Belpaese e le sue anime inquiete. «Milano era una città moderna, piena di attività commerciali», ha ricordato il presidente del Poldi Pezzoli, parlando delle opere che saranno esposte nella nuova ala Franzini del museo, opere di Hayez, Giuseppe Molteni, Lorenzo Bartolini. «Non la più popolosa d'Italia, che era Napoli, ma aveva forza di attrazione su artisti, musicisti, letterati. Era centro egemone». Il curatore Mazzocca ha messo in evidenza il ruolo della scultura. «Grazie ai cantieri del Duomo e dell'Arco della Pace, Milano diventò terra della scultura. Da qui partirono molte opere per le Americhe, l'Australia, persino l'India. L'arte stava diventando di tutti, non apparteneva più ai ceti aristocratici».

Commenti
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giovinap

Mer, 12/09/2018 - 12:24

caro bozzo! ha messo in pagina"la casa di torquato tasso a sorrento"di teodoro duclère(napoli 1816-1867)che non avete neanche nominato,quella è"la scuola di posillipo"che insieme al"futurimo"furono le uniche correnti/scuole italiane(veramente la prima è scuola napoletana non italiana)apprezzate all'estero(in special modo francia) mi piacerebbe che bozzo mi spiegasse cosa significa"no la più popolosa città,che era napoli"cosa vuole,mistificare la storia?napoli in quella epoca era una metropoli di 420.000 abitanti e milano un paesotto di 180.000 abitanti.quali modernità aveva milano e quali attività commerciali prima che arrivassero i 420 milioni di ducati/oro borbonici,gli opifici smontate da napoli e portate al nord e i patani a farvi arricchire? oltre ai due pittori napoletani,giacinto gigante e pitloo che fu il caposcuola!avete nominato pittori provinciali del nord,sconosciuti nel resto d'italia.fino agli anni 40 dell'800 milano era una piccola colonia austriaca .