Dallo shopping alla Fanfara, il Natale va di corsa

È l'ultimo weekend prima della Vigilia e del cenone di Natale, quello in cui i ritardatari spulciano tra i negozi per cercare il regalo last minute e anche chi è allergico allo spirito delle feste non può, alla fine, ignorarlo: vetrine scintillanti, alberi addobbati in giro per la città e concerti - come la fanfara dei Bersaglieri che ieri pomeriggio si è esibita suonando di corsa in galleria Vittorio Emanuele - finiscono per «contagiare» tutti. Secondo l'indagine della Camera di Commercio in quest'ultimo fine settimana, vigilia della Vigilia, a Milano si spenderanno circa 17 milioni di euro per regali, addobbi e preparativi. Meno dell'opulenta Roma, dove la spesa prevista è di 32 milioni di euro, ma più di Napoli che si ferma a 15. Dati in linea con la spesa complessiva prevista per questo Natale 2014, che a Milano è di 236 milioni, contro i 430 di Roma e sopra i 142 milioni del capoluogo campano.

A sentire i negozianti milanesi sono proprio ieri e oggi i giorni in cui si alza il livello dello shopping, che resta segnato dall'ennesimo anno di crisi e da una ripresa ancora sfocata all'orizzonte. «Ieri finalmente è stato il primo giorno in cui abbiamo raggiunto i livelli dello scorso anno, se non addirittura meglio, con molta gente per strada coi sacchetti degli acquisti in mano», commenta Walker Meghnagi di Ascobaires, l'associazione dei commercianti di corso Buenos Aires. «Fino ai primi 10 giorni del mese le vendite andavano male, molti hanno aspettato di ricevere la tredicesima prima di fare compere». C'è una «spending review» anche nei regali: si prediligono soprattutto cose utili, come scarpe, e si vira su negozi e marchi anche di fascia più bassa che in passato. Tendenza migliorata rispetto al 2013 anche nel settore elettronica di consumo, in cui, spiega Dario Bossi di Ascofoto, più che tablet e pc vanno di moda le macchine fotografiche di ultima generazione, «le action pro, piccole e concepite per essere monate su caschi e attrezzature in modo da scattare e riprendere video mentre si sta sciando e si va con il parapendio». L'altro aspetto al quale i milanesi non sembrano voler rinunciare è la buona tavola: in zona Navigli, spiega Giuseppe Gissi, le prenotazioni per il cenone sono cresciute addirittura del 20 per cento rispetto allo scorso anno, «anche perché nel 2013 c'era stato un calo enorme». Una sorta di «rimblazo», dunque. Lungo i Navigli come in centro anche i bar sono più frequentati, merito, in questo caso, «anche dei turisti che quest'anno sono stati tanti».