Dare i nomi alle stazioni? Non ci sono sponsor

L'assessore ai Trasporti, Pierfrancesco Maran, aveva citato gli esempi di Madrid e Roma. La centralissima fermata di Puerta del Sol (nella capitale spagnola) è stata ribattezzata «Vodafone Sol», in Italia «Vodafone Termini» è stato il primo caso di «acquisto» del nome di una stazione della metropolitana. «É un modo per fare introiti milionari, meglio che ritoccare le tariffe» prevedeva quasi un anno fa l'assessore del Comune. Ci è voluto del tempo e una correzione di delibera in corsa, ma dopo gli annunci anche Milano è pronta a partire. Entro fine mese Atm, che gestirà il progetto del naming alle fermate, lancerà il bando per raccogliere le offerte. Previsioni di risposta? Quasi nulle. Il presidente dell'azienda di trasporti Bruno Rota non ci ha girato intorno ieri, ha ammesso che si rischia un flop colossale. Quasi incredibile, con Expo alle porte abbinare un grande marchio ad una fermata strategica sarà un'occasione di visibilità importante. Ma «finora - spiega Rota - non abbiamo l'impressione che ci sia un interesse spasmodico da parte dei privati. Anzi. Si sa che il mercato della pubblicità è in fortissima contrazione. Le manifestazioni di interesse che si sono state, anche se è ingeneroso chiamarle così, sono microscopiche». Dichiarazioni che Maran non ha preso bene: «Prima pubblichiamo il bando e poi e vediamo chi risponde, dopo diciamo se c'è interesse o meno. Nel resto d'Europa funziona».

É tastando un altro terreno invece che Atm ha colto possibilità di incassi ragguardevoli. «C'è stato un forte interesse - riferisce Rota - per l'iniziativa dei biglietti dedicati agli eventi. Stiamo cercando di capire quale sarebbe una tariffa equa e poi potremmo lanciare un bando». I ticket sponsorizzati non richiedono grandi sforzi da parte dell'azienda, che in 5 giorni è in grado di produrli «in casa» (senza affidarsi a stampatori) quasi a costo zero. Finora i biglietti speciali sono stati realizzati solo per ricorrenze o per scopi benefici. Il test più riuscito finora è stato il ticket con l'immagine stilizzata di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, emesso nei giorni introno alla loro canonizzazione lo scorso 27 aprile. Dopo le polemiche della sinistra e delle associazioni in difesa della laicità, è arrivato il Primo maggio un ticket con il «Quarto Stato» di Giuseppe Pellizza da Volpedo, il dipinto simbolo dell'emancipazione dei lavoratori. Il prossimo, stampato a breve, festeggerà i vent'anni di Emergency. Il prossimo da timbrare potrebbe avere il logo di griffe o grandi aziende.