Daspo urbani, solo 2 da Milano La Lega suona la sveglia a Sala

Il questore ha ricevuto 47 richieste, primo divieto a Legnano Rozza: ci concentreremo su Darsena e spaccio in corso Como

Chiara Campo

Chiedeva l'elemosina in modo intimidatorio e ha molestato ripetutamente i pendolari che utilizzavano il parcheggio di interscambio dei mezzi pubblici di Legnano, ora ha il divieto di avvicinarsi a quell'area per quattro mesi. É un nigeriano di 29 anni, con precedenti per minacce e maltrattamenti in famiglia, il destinatario del primo «daspo urbano» scattato nel milanese. Lo ha firmato il 31 luglio il questore Marcello Cardona ed è stato notificato mercoledì, è la prima attuazione concreta del decreto firmato dal ministro degli Interni Minniti lo scorso 20 febbraio e che, su richiesta dei sindaci, consente di punire con l'allontanamento fino a 12 mesi chi si è reso «ripetutamente protagonista di lesioni al decoro o altri reati» e da uno a 5 anni per «chi spaccia droga nelle discoteche e in locali di intrattenimento». La polizia locale di Legnano, sollecitata più volte dai pendolari, ha emesso per tre volte le sanzioni nei confronti del nigeriano (per 300 euro, mai pagati) e altrettanti provvedimenti di allontanamento per 48 ore dal parcheggio, ha inviato la richiesta di Daspo alla questura che l'ha firmata per l'appunto nei giorni scorsi. Il divieto è limitato al parcheggio in cui è stato colto in flagrante e alle vie limitrofe, non è escluso che possa spostarsi ad «esercitare» altrove nei prossimi quattro mesi, ma il provvedimento potrebbe anche contribuire al mancato rinnovo del permesso di soggiorno. Il caso ha riacceso lo scontro politico. Ad oggi le richieste di Daspo arrivate in questura sono in tutto 47, la parte del leone la fa Sesto San Giovanni con il sindaco di Forza Italia Roberto Di Stefano che ne ha sollecitate già 34 in dieci giorni, 10 sono partite da Legnano (a guida leghista), una da Arluno (centrosinistra) e due da Milano, per due writers che il Comune ha allontanato per 48 ore dalle stazioni della metropolitana ed avevano già precedenti. Il questore mette in guardia dal rischio di abusi. Il Daspo urbano è «uno strumento utilissimo per le Polizie locali e può avere interessanti applicazioni in casi di reiterate condotte aggressive, come in alcuni luoghi della movida al centro di spaccio e molestie o nelle discoteche e nei bar frequentati da balordi ma - precisa Cardona - bisogna fare attenzione, deve essere applicato in modo rigoroso dal punto di vista procedurale. Le condizioni per emetterlo sono la pericolosità sociale e la reiterazione delle azioni». Il Daspo può essere richiesto dopo almeno tre provvedimenti di allontanamento cautelari di 48 ore da parte dei vigili. E «non si può certo pensare di proporre l'allontanamento - aggiunge - a gente che bivacca sulle panchine, a chi chiede l'elemosina senza dare fastidio o in base al colore della pelle». Ma la Lega sottolinea la lentezza del sindaco Beppe Sala. «Delle 47 richieste in questura solo due arrivano da Milano, nonostante gli evidenti problemi in termini di sicurezza, nelle periferie come in centro - attacca il segretario della Lega Lombarda Paolo Grimoldi -. Il centrodestra a Sesto e Legnano, che insieme come abitanti fanno una singola zona di Milano, ha chiesto 44 Daspo». L'assessore milanese alla Sicurezza Carmela Rozza ribatte: «Le circolari attuative arrivate a metà luglio hanno reso più chiara l'applicazione e non basta che una persona bivacchi per chiederne l'allontanamento». Il Comune intende concentrarsi soprattutto sull'applicazione in aree circoscritte della movida, come la Darsena dove le multe ai venditori abusivi «seriali» di bottiglie potrebbero tradursi in allontanamenti, e in corso Como, assediata dai pusher. Con una puntualizzazione dell'assessore, «non dobbiamo ammazzare la movida ma renderla più sicura».