«De Bortoli candidato? Primarie nell’Unione»

Sabrina Cottone

«Se il candidato sarà Ferruccio De Bortoli, chiederemo subito le primarie». Augusto Rocchi, segretario provinciale di Rifondazione comunista, pensa da sempre che la soluzione moderata (o addirittura terzista) non sia la migliore per tentare di entrare a Palazzo Marino. E così, mentre il segretario dei Ds, Piero Fassino, sembra sempre più convinto che il direttore del Sole 24 Ore sia la scelta migliore, Rifondazione dà l’altolà. Un’opposizione che spiega anche perché il centrosinistra sia arrivato al grande appuntamento della Festa dell’Unità senza un candidato sindaco. «La festa dei Ds non è il luogo più opportuno per formalizzare il candidato dell’intera coalizione» minimizza Franco Mirabelli, segretario provinciale del partito. Ma è evidente che se ci fosse l’accordo, si tratterebbe della passerella ideale.
Rifondazione esce allo scoperto. «Non ho una pregiudiziale personale, però De Bortoli non può essere il mio candidato, né il candidato di Rifondazione e neanche della sinistra. È il direttore del quotidiano della Confindustria, l’ex direttore del Corriere della Sera, non può essere il nostro candidato...» si accalora Rocchi. Il segretario di Rifondazione ha già pronto un «piano» nel caso in cui De Bortoli accettasse la candidatura: «Proporrò subito a Verdi, Comunisti italiani, pezzi di società civile, di trovare un candidato alternativo da presentare alle primarie». Taglia corto Rocchi: «Penso che a un operaio, a un pensionato, non interessi sapere se il candidato è moderato o no».
Insomma, alla fine De Bortoli potrebbe anche essere il candidatato unitario del centrosinistra più Rifondazione, ma prima di sfidare il centrodestra dovrebbe essere pronto ad affrontare la battaglia delle primarie con la sinistra. Un nuovo caso Puglia in cui Giuliano Pisapia potrebbe essere il Nichi Vendola della situazione, l’uomo di Rifondazione che a sorpresa ha battuto il moderato della Margherita sostenuto anche dalla maggioranza ds. L’avvocato milanese, deputato di Rifondazione, sarebbe ben accreditato sia a sinistra che nella borghesia milanese che l’Unione ha tanto desiderio di catturare.
Anche tra i Ds c’è chi non ha ancora rinunciato a un’ipotesi politica. E nel caso in cui tramontasse ufficialmente l’ipotesi De Bortoli, lo scontro è pronto a accendersi. «Non sono più i tempi di Tangentopoli in cui tutto è meglio tranne che un politico. Lo dimostra il caso Penati che è un ottimo presidente della Provincia» sostiene Emanuele Fiano, capogruppo ds in consiglio comunale. E aggiunge: «I nomi che circolano sono tutti positivi ma la scelta è possibile solo se il consenso è unanime. Altrimenti sono necessarie le primarie». Un’idea condivisa da Raimondo Elli, segretario dell’area Salvi milanese e presidente della direzione cittadina dei Ds: «Bisogna saper uscire dalla logica per cui i politici sono figli di un dio minore. La vittoria di Penati contro la Colli dimostra che si può essere funzionari di partito e vincere a Milano. Ecco perché il Cantiere, organismo di discussione dell’Unione aperto alla società civile, è il luogo giusto per scegliere il candidato. Se da questa consultazione aperta non venisse fuori un candidato unitario, allora toccherà alle primarie».