De Corato: "Non basta una struttura Almeno due, vicino agli aeroporti"

L'ex vicesindaco: «Piano necessario, bisogna sapere chi arriva»

È molto preoccupato e perplesso Riccardo De Corato. Capogruppo di Fdi-An in Regione.

Non sembra esattamente entusiasta sul mettere un Cie (Centri d'identificazione ed Espulsione, ndr) per ogni Regione come proposto dal ministro dell'Interno Marco Minniti...

«No, la proposta non è male. Minniti poi conosce la materia, è stato anche ai Servizi...Ma ci voleva lui a ricordare alla Sinistra che quanto fanno i clandestini è un vero e proprio reato? Già Alfano diceva che l'82 % delle persone che arrivano sui barconi sono clandestini e non profughi».

Lei, De Corato, a dire il vero, lo va dicendo da un pezzo...

«E con cognizione di causa: sono in possesso dei dati del Dipartimento di pubblica sicurezza, quindi del Viminale».

Che dicono?

«Leggendoli si capisce che nei vari centri di accoglienza i profughi, coloro che vengionob da un paese in pieno conflitto per chiedere il permesso d'asilo, sono la minoranza.

Ad esempio?

«In Nigeria c'è il dittatore Boko Haram, ma non la guerra. Lo stesso vale per la Guinea, la Costa D'Avorio e il Gambia. Un fatto di cui penso, spero, saranno a conoscenza anche le commissioni prefettizie che decidono sulle richieste d'asilo. O vogliamo un altro Kabobo, il ghanese che nel 2013 - in attesa che, il Tar si pronunciasse dopo la sua richiesta di asilo in Puglia era stata respinta - se ne andava in giro con il decreto di espulsione - in zona Niguarda, uccise tre persone a picconate?».

Cosa propone allora Riccardo De Corato?

«Guardo all'Inghilterra: lì i Cie sono ovunque e gli stranieri che non hanno documenti, vengono trattenuti fino a quando non accertano identità, paese di provenienza ed eventuali carichi pendenti, altrimenti arriva l'espulsione. Non hanno un massimo di tempo per trattenerli nel Cie, non c'è nemmeno un termine».

Minniti vorrebbe un Cie per ogni regione. Lei ha detto che in Lombardia ci vorrebbero almeno due di queste strutture: una vicino a Linate, com'è via Corelli e una alla Malpensa.

«Le faccio un esempio: se ci sono 100 stranieri in fase di rimpatrio, a cui se ne aggiungono altri 300 in attesa dell'identificazione, dove li mettiamo? Senza contare i Paesi come il Brasile che non li rivuole in patria. La vicinanza degli aeroporti poi, è fondamentale: se viene decretata l'espulsione i migranti se ne vanno subito».

Cosa teme da questa onda migratoria anomala?

«I migranti sbarcati in Italia nel 2016 sono 181mila, cioè il 18% in più del 2015. Minniti vuole un centro per ogni regione, l'assessore Rozza parla di anime belle...Eppure dovrebbero sapere che i Cie li ha inventati Livia Turco quando era ministro del Welfare insieme a Napolitano, allora ministro degli Interni quando inventarono la primma legge per frenare gli ingressi che infatti porta il loro nome. Non è stato Berlusconi e nemmeno Maroni. Allora si chiamavano Centri di prima accoglienza. I vigili in via Custodi hanno un servizio dattiloscopico tra i migliori, voluto dal Centrodestra

E cosa risponde ai grillini, che sostengono come attraverso la costruzione dei Cie, si vogliano far fare affari sempre alle solite categorie; o all'assessore Majorino che vorrebbe tenere i migranti nei Cie al massimo per 48 ore)

«I Centri di prima accoglienza erano gestiti dalla Croce rossa, sorvegliati dalla polizia. Si può fare ancora così, di quali affari parlano? A Majorino dico che 48 ore sono poch, nulla: sono tutti senza documenti, bisogna prendere le impronte, una volta trovato il nome ci si rivolge al database del ministero degli Interni e se lì non si trova, bisogna contattare l'Interpol....O vogliamo mandarli via con il foglietto di espulsione del questore Interni illudendoci che tornino nel loro Paese? Io credo che più sono sbandati e deboli più ci sia la possibilità che diventino carne da macello per l'Isis».

Commenti
Ritratto di nando49

nando49

Ven, 06/01/2017 - 15:08

Purtroppo a Milano abbiamo una giunta targata PD che ha già storto il naso alla proposta di creare in ogni regione centri di espulsione. Sala tergiversa e non prende posizione netta salvo poi esprimere difficoltà nell'accasare le centinaia di profughi che sono nel milanese.