De Corato: «Il nostro colore era chiaro, mai uno screzio»

Un Sala del Pd. Ha destato sorpresa e curiosità la dichiarazione di fede politica che il manager ha professato nel corso dell'intervista rilasciata a Giovanni Floris a «Dimartedì». Il Pd «è il mio partito di riferimento. Non l'ho mai nascosto negli anni, non lo dico adesso». Sorpresa e curiosità anche perché Sala è stato, prima di diventare commissario Expo, il direttore generale di Palazzo Marino nel corso dell'Amministrazione comunale di Letizia Moratti.

«Sala del Pd? Noi non ce ne siamo accorti» commenta Riccardo De Corato, che della Moratti era vicesindaco. «Il colore della nostra amministrazione era ben definito» spiega De Corato. Il colore era l'azzurro del centrodestra ovviamente. De Corato poi è dichiaratamente di destra. «Abbiamo lavorato gomito a gomito e non c'è stato alcun problema. Sala ha sempre lavorato molto bene ed è sempre stato molto collaborativo. D'altra parte è andato a Expo perché era nel Comune di Milano. Non ci sono mai stati screzi, anzi. Che fosse del Pd nessuno se ne è mai accorto, bastava dirlo, invece non è mai stata manifestata adesione al Pd o ad altri, anche perché noi non chiedevamo certo le tessere ai tecnici».

Sul tema interviene anche Matteo Forte, consigliere comunale del Polo dei milanesi: «Che il Pd fosse il partito di riferimento di Giuseppe Sala, francamente, lo avevamo capito da quando ha concesso il sito dell'esposizione universale per la direzione nazionale dei democratici». «Il problema - aggiunge Forte - lo posi allora: può il partito del presidente del Consiglio strumentalizzare l'Expo2015, di Milano e di tutti?». Ancor più drastico sul rapporto fra Expo e politica il segretario della Lega, Matteo Salvini: il commissario Giuseppe Sala dovrebbe - fa sapere Salvini - «dovrebbe occuparsi del dopo Expo visto che l'abbiamo pagato bene con i soldi pubblici, non certo pensare a candidarsi a sindaco di Milano, sarebbe troppo comodo». «Troppo comodo - ha aggiunto il leader leghista ai microfoni di Telelombardia - godersi la vetrina internazionale e usare il palcoscenico per farsi campagna elettorale: serietà vorrebbe che continuasse a fare quello per cui lo abbiamo pagato».

Pronto a rispolverare l'argomento di Sala dirigente comunale con la Moratti potrebbe essere Pierfrancesco Majorino, possibile avversario del manager alle primarie. L'assessore al Sociale ha già maliziosamente utilizzato l'argomento solo pochi giorni fa, definendo Sala «un tecnico serio che conosco fin dai tempi in cui era il dirigente di punta dell'amministrazione di Letizia Moratti».