Delpini: "Ci direbbe cercate di volervi bene"

E ricorda la sua collaborazione con Ruini: "Significativo il messaggio dell'ex presidente Cei"

«Ma dov'è?» ci si chiede in Duomo quando si sente la voce del vescovo Mario Delpini. Eccolo, seminascosto tra fiori e i celebranti. E fa effetto sentir parlare colui che ancora tanti devono imparare a conoscere: l'arcivescovo eletto. «Il nuovo cardinale» lo chiama qualcuno che non fa troppo caso a titoli e porpore in mezzo a questo popolo variopinto che riempie la cattedrale per ricordare Dionigi Tettamanzi.

Un ricordo a braccio come debutto in Duomo. «A nome del cardinale Angelo Scola e mio personale, esprimo la mia gratitudine a tutti, al popolo immenso di Dio che ha visitato la salma incessantemente in questi giorni, come sospinto da un intimo bisogno di esprimere affetto e di pregare». Poi il ringraziamento a cardinali e vescovi, ai molti che hanno partecipato con i loro messaggi, tra i quali «la presenza significativa del cardinal Ruini, con cui il cardinal Tettamanzi ha vissuto una stretta collaborazione».

Delpini domenica scorsa era andato a rendere omaggio alla salma di Tettamanzi nella cappella di Villa Sacro Cuore, a Triuggio. Si era seduto in seconda fila a recitare il rosario con i tanti in preghiera. Adesso dice: «In verità forse c'è quasi una forma di sorpresa nel sentirsi ringraziati per essere qui, perché ognuno è venuto per un motivo particolare, perché ciascuno è venuto qui per ricordare un qualche aspetto della molteplice attività del cardinale Dionigi».

Poi sceglie di ricorrere alle virtù di Marina Oggioni, l'assistente del cardinal Tettamanzi che l'ha accompagnato nella malattia fino alla fine, per spiegare questo Duomo gremito: «Forse c'è una ragione più semplice e più profonda che ci ha radunati. Quando ho espresso la mia gratitudine alla signora Marina per quello che ha fatto in questo suo ultimo periodo così faticoso, la signora Marina mi ha detto: «Ma cosa vuole? che cosa altro potevo fare? Io gli volevo bene». Mi pare che la ragione che ci accomuna tutti in questo momento è questo: è stato facile volere bene al cardinale Dionigi. È stato il suo temperamento, il modo di fare, la saggezza, il sorriso, la sua prossimità alla gente comune, la sua capacità di stare con le autorità. C'era qualcosa in lui che ha reso facile volergli bene»

E infine: «Se posso permettermi, credo che ci venga ancora un'ultima raccomandazione dal cardinal Dionigi e vorrei farmene voce. Forse il cardinal Dionigi vuole dirci quest'oggi: ah, voi siete tanti, siete bravi, avete tante qualità, o forse non avete tutte le qualità desiderate, forse nessuno è perfetto. Però, ecco, una raccomandazione vorrei farvi: cercate di fare in modo che sia facile volervi bene».