La delusione di chi vuole pregare in Duomo

Sono lontani i tempi in cui una chiesa era luogo d'asilo in tanti sensi, sia di giorno che di notte, perché il tempio dovrebbe essere aperto soprattutto la notte, ma per molte persone è inconcepibile il tempo «in cui in Duomo si entra pagando due euro. Una chiesa non è un museo; la bellezza che contiene è stata fatta per elevare lo spirito quindi non dovrebbe avere nulla a che fare con il denaro» commenta Liliana Rimoldi, che in Duomo sta pregando.

I due corridoi, quello destinato ai turisti paganti, che entrano dal portone principale, e quello ai fedeli, che accedono invece da un ingresso laterale, corrono paralleli: rimane a tutti escluso l'altare maggiore della Cattedrale, e non abbiamo capito come faccia un turista se volesse confessarsi, essendo l'area confessioni riservata ai fedeli. «E' una vergogna. Sono stata cresimata dal cardinale Shuster. In questo Duomo è stato cresimato mio fratello: e non posso entrare dalla porta principale?» sbotta Eva Arcoli, 87 anni. Mostra un tesserino con scritto «Agevolata» a causa delle sue malattie. «Salgo dal metro e vorrei poter arrivare dentro in chiesa senza fare un giro infinito per giungere davanti alla mia Madonna preferita, quella del Latte. Ho mostrato il tesserino al portone e mi hanno mandata all'ingresso laterale».

Un colpo d'occhio, piace. Coloro che pregano ora sono più tranquilli e, essendo evidenti, offrono una miglior testimonianza. «Sì, ma è anche più pericoloso, perché siamo esposti» dice Armando Lucchi, «ed è anche un po' fastidioso - ribadisce Giovanni Bianchi, 21 anni -. A me questo riassetto non cambia nulla perché sono fedele alla Madonna del Latte, ma mi domando: perché non avere la libertà di poter pregare davanti all'altare centrale?».

Anche Marisa Albanese è ai piedi della Madonna, un quadro ritenuto molto sacro a Milano. «Mia figlia mi ha incaricato di venire ad accendere due candele e ho dovuto fare un giro! Questa assurdità a parte, non trovo giusto che i turisti debbano pagare. Una chiesa deve accogliere chiunque liberamente». Per Davide Sainaghi, 38 anni, la nuova sistemazione è positiva. «Fino a 21 anni sono stato ateo, poi è successa una cosa nella mia vita e mi sono convertito. Mi piace il nuovo assetto, la preghiera è meno disturbata. E' possibile avere un momento di raccoglimento più profondo e poi finalmente si evita di fare mezz'ora di coda sul sagrato, come succedeva quando entravamo tutti dal portone principale, turisti e fedeli ammassati».

Se ne va indignata Adele Ricci, 88 anni. «E' il nostro Duomo, di cittadini milanesi. Cos'è questa storia che ci sono porte da cui si passa e altre no? Non capisco. Gesù avrebbe fatto così?».