Derby senza tifo per colpa di 12 ultrà

Non deciderà lo scudetto, anzi a livello di classifica raramente si ricorda una sfida così deprimente alla vigilia. Eppure il derby Inter-Milan di domenica sera rischia lo stesso di passare alla storia. Potrebbe infatti essere la prima stracittadina milanese senza i tifosi sulle curve curve. Niente cori, niente coreografie, niente sfottò. Il primo derby «muto» da ambo le parti. Almeno all'interno dello stadio.
Il giudice sportivo Tosel ha chiuso per due turni di campionato il secondo anello verde di San Siro, casa degli ultras nerazzurri. Il motivo ormai lo sappiamo tutti: cori di «discriminazione territoriale», cioè una serie di insulti razzisti rivolti ai napoletani nell'ultima trasferta che l'Inter ha perso al San Paolo. Dove erano presenti appena 12 abbonati alla Nord interista. A rimetterci, però, saranno in quasi seimila, che non potranno accedere allo stadio. Un provvedimento, già adottato in Inter-Fiorentina, che fa discutere. La curva Nord interista martedì ha reagito con un comunicato durissimo. «Non staremo a guardare passivi questo teatrino». Stasera nella riunione al baretto all'esterno del Meazza si deciderà il da farsi. Probabile un corteo di protesta fuori dai cancelli dello stadio. Una manifestazione che potrebbe ricevere la solidarietà dei rivali milanisti. Anche la Sud in passato è stata colpita dal medesimo provvedimento, che sta facendo infuriare il tifo organizzato di tutta Italia. Come di consueto ai tifosi del Milan (in trasferta) è stato riservato per la stracittadina il secondo anello blu. Tagliandi venduti a 28 euro l'uno. Ma tra i leader della curva rossonera non si esclude l'eventualità di disertare il derby in segno di fratellanza con i cugini. «Non esiste un derby con una curva sola», il messaggio filtrato dal direttivo della Sud. Anche qui, la decisione finale sarà presa stasera nella riunione degli ultras del Diavolo. Di sicuro, anche i supporter milanisti manifesteranno in qualche modo il proprio dissenso verso le norme introdotte (o meglio inasprite) dalla Federazione giuoco calcio a inizio stagione. Che sia pure con la presenza silenziosa o parziale in curva durante la partita. In ballo non c'è solo la possibilità di assistere all'incontro, ma anche coreografie in preparazione da mesi, per cui sono state spese migliaia di euro. Lo spettacolo nello spettacolo. Proprio per questo si è mossa anche la società Inter, presentando ricorso contro il provvedimento del giudice Tosel. Se sarà accolto, il derby avrà le sue due curve. Altrimenti, il clima sarà surreale. Con inevitabili problemi di ordine pubblico fuori dall'impianto, dove si ritroveranno in migliaia per la protesta. Milanisti e interisti insieme, invece che contro.
«Roba da matti - commenta l'attore Massimo Boldi, tifoso milanista doc- Se non ci saranno le curve a dare l'atmosfera con striscioni e cori, tanto vale starsene a casa e guardare la partita in tv». Anche per Alessandro Cattelan, conduttore dell'ultima fortunata edizione di X Factor e appassionato supporter nerazzurro, il derby non sarà derby senza coreografie e sfottò. «Non sono un ultrà, ma trovo questi provvedimenti ipocriti e bene fanno le due tifoserie a protestare insieme. Non credo che allo stadio i problemi seri siano sentire “Napoli merda“ o “Milano in fiamme“E poi? Chiudere le curve a cosa serve? Nei distinti se ne sentono pure di peggio…».