Derubava i malati terminali nell’Oncologia del Niguarda

Ha quello che si dice un gran pelo sullo stomaco Giovanni Barbuti, un 28enne incensurato arrestato dai carabinieri della stazione di Affori. Il giovane - un disoccupato che abita con la madre in un palazzo popolare a due passi dal Niguarda - si era specializzato nel derubare i malati terminali ricoverati nel reparto di oncologia dell’ospedale.
Tanto per capire bene di che soggetto stiamo parlando, in alcuni casi, come hanno sottolineato i militari, le denunce per furto sono arrivate all’Arma quando i degenti erano già passati a miglior vita. E, in un’occasione, Barbuti ha utilizzato la tessera bancomat, proprio all’interno dell’ospedale, appena 15 minuti dopo la morte della donna a cui l’aveva sottratta.
L’uomo è accusato formalmente di sei furti, ma gli investigatori pensano che ne abbia messi a segno almeno altri due. E, naturalmente, non escludono che, per alcuni reati, non sia stata ancora presentata denuncia. Per questo hanno diffuso la foto del balordo: nel caso qualcuno lo riconoscesse e avesse qualche sospetto, potrebbe andare a fare una chiacchierata con i militari di Affori. Del resto, a Niguarda, al reparto di oncologia, la sua faccia da finto visitatore la ricordano in molti. E in molti, una volta vista la foto, hanno detto ai carabinieri: «È lui!».
La «passione» di Barbuti erano, naturalmente, le carte di credito e i bancomat, molti dei quali, appartenendo a persone anziane, avevano attaccato il codice pin, facilitandogli le cose. L’uomo, infatti, rubava borse, borselli e valigie, arraffava all’interno quel che gli interessava e poi le abbandonava per le scale o nei bagni dell’ospedale.
«Io? Non ho fatto nulla, cosa state dicendo?» ha avuto la faccia tosta di dichiarare l’uomo al maresciallo Alessandro Caserta che lo ha sorpreso in casa con la refurtiva e oggetti comprati con carte di credito rubate al Niguarda.
A incastrarlo è stata una fattura che si era fatto fare a suo nome dai commessi di un centro commerciale «Euronics» per poter disporre della garanzia. Allora i carabinieri confidavano che, vistosi scoperto, il 28enne smettesse di «frequentare» l’ospedale. Lui, invece, ha continuato a rubare nel reparto di oncologia del Niguarda senza alcun scrupolo, dato che l’ultimo furto che gli viene contestato risale al 29 maggio.
Così lunedì i carabinieri hanno eseguito la misura di custodia cautelare portando l’uomo nel carcere di San Vittore.