Desio, parte la sfida al Pd Il centrodestra corre unito

La sinistra di Corti punta al secondo mandato Fi, FdI e due liste civiche con il leghista Zanello

Lucia Galli

Desio È il paese di Pio XI, di don Giussani e di un palio che si corre ancora con gli zoccoli, per ricordare il passato. Poi i desiani, smessi i calzari, sognando semmai i tacchetti del grande concittadino mundial Gabriele Oriali, indossarono le tute blu: era il tempo e i fasti dell'Autobianchi cui seguirono una faticosa riconversione post industriale e tanti guai. Fra i primi comuni lombardi, nel 2010, ad esser sciolto o meglio a sciogliersi con dimissioni in massa dei consiglieri - per infiltrazioni di Ndrangheta, Desio, 41mila anime 17 km a nord di Milano, avrebbe fatto a meno di questo record. Parte della casta spazzata via da alcune inchieste, come Infinito, aveva indirizzo proprio qui. Dal 2011 ha provato a voltare pagina Roberto Corti (Pd), ingegnere meccanico che oggi spera di festeggiare il secondo mandato ben prima di compiere 45 anni, continuando nel solco della sua prima manche, fra un Pgt «a cemento zero», lotta all'abusivismo e un pollice verde che in paese ha portato molti alberi «dismessi» da Expo. A sostenere Corti oltre al Pd sono altre due liste civiche, Sinistra per Desio e Desio Viva.

A sfidarlo quattro candidati. Il centro destra (FI, Lega, Fratelli d'Italia e due civiche) si è compattato, puntando su un nome di peso ed esperienza come Massimo Zanello, ex assessore regionale, cuore Lega. Fra i suoi obiettivi riqualificare il centro dando fiato al commercio, anche nell'ormai non più nuovissimo secondo salotto cittadino, quella piazza, intitolata a don Giussani, dove fino a oggi tutte le amministrazioni hanno fallito. Poi rivalutare la neoclassica Villa Tittoni puntando dritto all'Unesco. Fra gli altri candidati l'unica consigliera grillina, Sara Montrasio che intende dare battaglia ai fumi dell'inceneritore, sperando in esiti diversi rispetto a Parma. Paolo Smorta con Uniti per Desio è invece l'ex assessore di Corti che ha deciso di camminare da solo, così come sul fronte opposto la lista civica Per Desio punta su Simone Gargiulo.

All'orizzonte anche un'incompiuta: lo scheletro di una torre di 14 piani, abbandonato dall'impresa fallita oscura anche la basilica, facendo storcere il naso ai desiani. Convitato di cemento, più che di pietra, è poi lo sbarco di Pedemontana con uno degli svincoli più grandi della tratta C. Corti è contrario, Zanello non può che essere favorevole. Posto che le risorse si trovino e che l'impatto sia mitigato da un sistema virtuoso di infrastrutture. Fra le cose piccole con cui conquistare il cuore desiano c'è la bonifica delle rotaie del vecchio tram. In 5 anni Corti è riuscito solo ad asfaltarle poche settimane fa, ma bici e nonnine ancora ci inciampano. Il consenso e la vittoria corrono anche su vecchi binari. Meglio ricordarlo.