Destra contro antagonisti Ancora tensione in Statale

I collettivi: «Aggrediti dai fascisti». La replica: «Picchiato uno di noi» La scintilla l'uso di un'aula per discutere delle foibe. Indaga la polizia

Tensione, accuse, versioni dei fatti inconciliabili. Giornata di scontri ieri alla Statale tra i collettivi studenteschi di sinistra e di destra. La polizia sta indagando, per verificare le testimonianze e ricostruire cosa è accaduto. Tutto è nato la mattina, con un volantinaggio e una protesta in via Pantano, nella sede di Assolombarda. Una ventina di studenti del Coordinamento dei collettivi studenteschi e del collettivo universitario The take hanno esposto striscioni contro la «Buona scuola» e contro il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, che era attesa per l'incontro «Sapere e fare: insieme è possibile». Il blitz è durato una ventina di minuti, i manifestanti hanno acceso fumogeni e distribuito volantini, annunciando la manifestazione contro la riforma della scuola prevista poche ore più tardi in piazza Duomo e piazza Velasca. Subito dopo il presidio però i collettivi hanno denunciato sui social di essere stati aggrediti dai «fascisti», cioè da un gruppo di militanti del gruppo studentesco di destra Lealtà e azione. «Durante il volantinaggio in università - hanno scritto gli studenti vicini all'area antagonista - un membro del collettivo è stato aggredito da un esponente di Lealtà e azione, un gruppo neonazista, cui più volte nonostante la pericolosità sono stati concessi spazi in università. Poi all'ateneo si sono presentati una trentina di Hammer skin, minacciando gli studenti fino a entrare in biblioteca lanciando sedie e tirando pugni ad alcuni studenti che sembravano di sinistra. Non può esserci nessuno spazio per fascisti e nazisti in università». Gli antagonisti hanno parlato di «caccia all'uomo» dentro l'ateneo, con almeno tre giovani presi di mira e uno ferito alla testa. Così la protesta pomeridiana in centro si è trasformata in un corteo per denunciare «l'aggressione neofascista», con fumogeni e lo striscione «Fuori i fascisti picchiatori dalle università».Poco dopo la risposta dei collettivi di destra. Il Fronte universitario e Gruppo Alpha hanno denunciato su Facebook «la vile aggressione subita oggi da un proprio militante a opera dei soliti autoproclamati difensori della democrazia a cui non è piaciuta la nostra manifestazione in ricordo dei martiri delle Foibe, dopo che l'Ateneo aveva deciso di non concederci l'aula». Secondo il movimento, un militante è stato aggredito «verbalmente e fisicamente» Da «una ventina di facinorosi, mentre era «a studiare nella biblioteca di via Festa del perdono, come qualsiasi studente. Lui però ha un'idea politica diversa dalla loro e questo basta per scatenare un'aggressione. L'accaduto si è svolto davanti alla sala Crociera. L'aggredito è stato dapprima insultato e fatto oggetto di sputi, poi si è passati alle maniere forti con pugni e calci». Più tardi alcuni ragazzi dei collettivi di destra «si sono recati in università dopo che il nostro studente ha chiamato per comunicarci che era costretto a rimanere dentro la biblioteca». Il comunicato parla di «confronti verbali tra noi e gli aggressori, ma non c'è stata nessuna caccia all'uomo se non quella subita la mattina davanti alla biblioteca. Siamo venuti a sapere che, come al solito, questi gruppuscoli cercano di mistificare la realtà». Le forze dell'ordine non hanno comunque registrato persone in ospedale né denunce ufficiali. Sul caso indaga la polizia, che vaglia entrambe le versioni. CBas