Destra e sinistra d'accordo per il piano di rilancio dell'edilizia popolare

Un anno di lavoro, 33 sedute e 40 audizioni per la commissione voluta dal governatore Roberto Maroni per indagare sul dissesto finanziario dell'Aler Milano e presieduta dal consigliere della Lista Ambrosoli Roberto Bruni. Una mole di dati e documentazione presentati ieri in aula e che adesso il Pd chiede di rendere pubblici. Per Bruni una disamina minuziosa dei dieci anni che vanno dal 2004 al commissariamento del 2013 e approvata all'unanimità da tutti i partiti al termine del rendiconto di un «grave squilibrio finanziario» causato in parte da fattori «esterni» comuni a tutte le Aler della Lombardia, in parte «endogeni» perché direttamente collegati alla gestione di Aler Milano. A cominciare da una morosità fuori controllo visto che su 49mila contratti, oltre 33mila sono quelli «in rosso» che spiegano il 67 milioni di debiti per canoni e spese non pagate. A cui si aggiungono 2.800 assegnatari con reddito sconosciuto che hanno 48 milioni di arretrati. Vero che qui si annida la «morosità incolpevole» di inquilini dai redditi bassi, ma per l'azienda questo sta diventando un onere insostenibile. Soprattutto, ha sottolineato Bruni, dato «l'ormai insostenibile carico fiscale che tratta Aler come se fosse un qualsiasi privato». Condizioni, ha aggiunto il consigliere del Pd Onorio Rosati, a cui va aggiunta la «progressiva riduzione dei trasferimenti statali per finanziare le politiche abitative pubbliche». Nel mirino della relazione, però, secondo Bruni «una scarsa capacità di recuperare la morosità colpevole», un «costo del personale per abitazione superiore alle Aler più grandi», le «carenze organizzative e gestionali» e le «operazioni immobiliari sbagliate» della società Asset a Pieve Emanuele e Garbagnate che sono costate 145 milioni di euro. Per la consigliera della Lista Ambrosoli Lucia Castellano «Aler è stata una cattiva immobiliarista, senza essere stata una buona manutentrice del patrimonio di sua proprietà, alimentando così l'abusivismo».

Il sottosegretario Giulio Gallera (Fi) ha sottolineato il nuovo corso nel contrasto delle occupazioni abusive con l'assegnazione di 300 su 2.850 alloggi sfitti. Ricordando come le cause del dissesto siano «molteplici tra cui la morosità, l'alta tassazione, le scarse risorse. Ma alla base di tutto c'è l'aver attribuito all'ente pubblico economico Aler il compito di rendere remunerativa la sua azione, mentre nella realtà ha dovuto svolgere funzione prettamente sociale in supplenza di enti locali».

Approvato all'unanimità l'ordine del giorno sulle conclusioni della commissione che invita anche la giunta Maroni portare in aula un nuovo testo unico sull'edilizia residenziale pubblica. Sì del centrodestra e voto contrario dell'opposizione, invece, a un altro ordine del giorno, a firma Claudio Pedrazzini e Fabio Altitonante (Fi) che chiede di destinare ad Aler Milano 20 milioni di euro dai residui del bilancio regionale 2015. Perché, secondo Altitonante, «il problema è finanziario e non economico, visto che dai numeri dell'ultimo Bilancio l'azienda risulta in attivo». Mentre Aler Milano ha debiti per più di 534 milioni di euro e una morosità consolidata superiore a 250. Ricordando la «riforma della governance che ha prodotto risparmi per 5 milioni» e gli 80 milioni messi a disposizione dalla Regione. E «il piano straordinario di vendite» da cui Aler spera di recuperarne altri 450.