Un diario per il prossimo sindaco

Il Giornale vuol mettere le sue pagine a disposizione di chi a quei Palazzi ha ancora voglia di chiedere qualcosa. E si aspetta una risposta

«Dobbiamo ripartire dai quartieri». «Basta periferie abbandonate al degrado, Milano dovrà diventare una città multicentrica». «Telecamere, vigili e forze dell'ordine, campi rom sgomberati: nessuna strada dovrà essere più insicura». Se vi state chiedendo quando è stata l'ultima volta che avete sentito queste frasi, la risposta è semplice: durante l'ultima campagna elettorale.

E magari a promettere il miracolo era la stessa squadra del sindaco che cinque anni dopo va insieme ai suoi assessori nuovamente a caccia di voti. Impossibile non chiedersi con che faccia ripropongano le stesse ricette dopo aver occupato le poltrone di chi quelle pagine di programma elettorale avrebbe dovuto trasformare in realtà. Come si possa tornare nelle stesse periferie a ripetere la stessa filastrocca.Escluso che i politici abbiano poca memoria perché quando si tratta dei loro interessi i conti li sanno fare eccome, non resta che attribuire loro quella scarsa attitudine a mantenere le promesse che ha finito con il deludere talmente l'universo degli elettori, da convincerne almeno la metà a non andare più a votare. Di destra o di sinistra fa poca differenza. La sfiducia è diventata piuttosto trasversale.Ecco perché al Giornale abbiamo deciso di fare almeno un tentativo: un viaggio nei quartieri per compilare un diario da consegnare ai candidati di oggi e agli amministratori di domani. Ma questa volta, sperando di dar più voce al nostro lavoro, vogliamo farci accompagnare dai lettori. E poi anche da quei consiglieri comunali e di Zona che sono le vere sentinelle del territorio. Purtroppo troppo speso inascoltate. Ma daremo voce anche a comitati, associazioni, gruppi di cittadini per compilare un vademecum semplice-semplice. Nulla di complicato, poche cose che nella maggior parte dei casi sono sotto gli occhi di tutti. Perché alla fine bastano occhi semplici per vedere cosa non funziona. Quali sono i piccoli-grandi problemi che rendono la vita più complicata. Perché la «micro-criminalità» degli scippi e dei furti in casa, è micro solo per chi vive chiuso nei Palazzi del potere. E il Giornale, invece, vuol mettere le sue pagine a disposizione di chi a quei Palazzi ha ancora voglia di chiedere qualcosa. E si aspetta una risposta.

Ma non solo cose brutte. Perché il pessimismo fa male alla salute. E allora ci sarà spazio anche per la «buona notizia», quartiere per quartiere. Aiutateci a cercarla. Sperando che per trovarla non serva una caccia al tesoro.