Dopo dieci anni di violenze denuncia lo zio che lo stupra

I particolari ufficiali diffusi dalle forze dell'ordine - come sempre in questi casi - sono pochi e stringati. Inversamente proporzionali (com'è giusto che sia) all'enorme dolore e allo sconquasso esistenziale patito dalle vittime la cui tutela viene prima di tutto. Sia per quello che hanno dovuto sopportare sia per la piega amara, talvolta definitiva, che il male subito ha fatto prendere alla loro vita. Stavolta l'uomo arrestato, il «mostro», è un italiano di 54 anni, è incensurato e risiede in un comune dell'hinterland milanese dove fa l'operaio. È accusato di aver abusato del nipote per ben dieci anni, da quando il piccolo ne aveva sette. Tre mesi orsono, raggiunta la maggiore età, il ragazzo ha deciso di denunciare alla polizia tutto il male subito in questo lunghissimo lasso di tempo. Durante il quale lo zio acquisito (è il marito della sorella di suo padre, ndr) ha abusato di lui nel suo appartamento, approfittando dell'assenza della moglie e del fatto di non avere figli, quindi di potersi trovare completamente solo con la sua vittima senza creare sospetti. Il bambino, poi diventato un adolescente, nell'arco degli anni, gli veniva infatti affidato spesso dai cognati. Che di lui avevano una fiducia sconfinata.
Quando l'altroieri gli investigatori della sezione minori e violenze sessuali si sono presentati a casa dell'uomo per metterlo davanti alle sue pesantissime responsabilità e arrestarlo, il 54enne non ha fatto una piega, non ha mostrato alcuna emozione. E si è chiuso nel silenzio più totale. Il provvedimento di custodia cautelare è stato emesso dal gip Fabrizio D'Arcangelo su richiesta del pm Gianluca Prisco dopo che la squadra mobile, in seguito alla denuncia del ragazzo, aveva raccolto le prove inconfutabili delle violenze subite.
Quella di abusare dei bimbi o di ragazzini che vengono loro affidati è, purtroppo, un crimine abbastanza frequente commesso da zii o amici di famiglia che si comportano come parenti veri e propri. Strappando la fiducia dei genitori senza nemmeno faticare: chi andrebbe mai a pensare, se non dietro input e stimoli ben precisi, che lo «zio» dall'apparenza normalissima arrivi a violentare il nipote?
Eppure, solo qualche giorno fa, la squadra mobile di Como ha scoperto un altro di questi zii (pure lui un parente reale della vittima) che addirittura aveva piazzato una micro telecamera nel bagno di casa della nipote, oggi 16enne. Erano almeno tre anni che il 37enne - fratello della madre della ragazzina e ora finito in carcere con le accuse di violenza sessuale e produzione di materiale pedopornografico - rubava filmati intimi della giovane per poi salvarli sul proprio pc. A scoprire tutto è stata proprio la madre della 16enne che, del tutto casualmente, a marzo ha trovato una decina di video «rubati» dal fratello nel corso del tempo. Un parente molto stretto che però, fortunatamente, la signora non ha esitato a denunciare in questura. Gli investigatori, dalla testimonianza della ragazza, hanno scoperto inoltre che lo zio le riservava attenzioni morbose, palpeggiandola e molestandola in diversi modi e in più occasioni.