Dietrofront di Sumaya dopo le polemiche, Veronesi: io disponibile

Consigliera islamica e Pd costretti a cedere, critico anche il direttore d'orchestra in pole

Dopo le polemiche del centrodestra, le contestazioni in maggioranza da parte della lista Sala (che ha candidato al suo posto il direttore d'orchestra Alberto Veronesi che entrerà in aula a giorni al posto di Elisabetta Strada) e infine la frenata del sindaco che ha sottolineato la «delicatezza» del ruolo e chiesto alla maggioranza di «valutare tutte le possibilità in campo», ieri Sumaya Abdel Qader, la consigliera islamica indicata dal Pd alla guida della Commissione Cultura, ha fatto un passo indietro. «Mi ero resa disponibile perchè per me sarebbe naturale diventare presidente dopo due anni da vice - sottolinea -. Per non prestarmi alle inutili e sterili strumentalizzazioni emerse intorno al mio nome ho deciso di ritirare la mia disponibilità».

La lunga nota partorita al termine di una riunione con i colleghi del Pd e gli interventi dei consiglieri di opposizione in aula («dopo Lina Sotis consulente per le periferie un'islamica alla cultura, giunta schizofrenica» afferma Fabrizio De Pasquale di Fi, «c'è un Islam con cui si deve parlare e un Islam che dovrebbe restare fuori dalle aule» attacca il leghista Alessandro Morelli riferendosi ai presunti legami con i Fratelli Musulmani). «A volte - sostiene Qader - ci troviamo a dover scegliere tra ciò che è giusto e meritorio e ciò che è opportuno fare. É giusto e credo di meritare la presidenza ma umilmente riconosco che non sia politicamente opportuno, oggi. Il mio percorso continua più forte di prima al servizio dei cittadini. Voglio unire e costruire ponti ma riconosco che a volte bisogna rallentare. E non voglio prestarmi a chi intende usare il mio impegno politico per dividere e rafforzare paure e pregiudizi. Possiamo dire che è una sfida persa? Forse sì, non certo per me, ma per la città che si batte nella via del riconoscimento dell'inclusione e della reale libertà degli individui di essere considerati per il merito. Mi rendo conto di essere una pioniera su molti fronti e la vita dei pionieri è difficile».

Il Pd in una nota congiunta conferma di aver presentato «una proposta basata sul merito e la qualità della persona. Molte delle critiche emerse in questi giorni purtroppo fanno leva su pregiudizi che certo continueremo a combattere, pregiudizi sterili, frutto di ignoranza e opportunismo», che inquinano la qualità del dibattito politico e culturale». «Rivendichiamo la piena legittimità della proposta che abbiamo avanzato - puntualizza il capogruppo Filippo Barberis - ma pendiamo atto della scelta di ritirare la disponibilità in perfetta linea con la sua cultura politica di non prestarsi a divisioni e strumentalizzazioni. Nei prossimi giorni ci confronteremo in maggioranza per definire una nuova proposta di presidenza». Il Pd non vuole che i civici diano per scontato nulla, potrebbero difendere la presidenza e proporre i nomi di Ugliano, Turco o Giungi.

Anche se il nome più papabile al momento è quello di Alberto Veronesi che pure ieri mattina ha sollevato riserve sul caso Sumaya. «Penso che sia una persona di grandissimo livello, con tre lauree, che ha lavorato benissimo - premette -. Ma andrebbe approfondita la sua posizione sulla minoranza ebraica e sullo stato di Israele. Io sono di famiglia ebraica. Mia madre è stata nei campi di sterminio insieme ad Anna Frank. Avere a che fare con qualcuno che discrimina gli ebrei per me non va bene. Se la cultura a Milano dovesse essere non aperta a tutti, sarebbe oggettivamente sbagliato. Andrebbe approfondita anche la posizione di Sumaya sui vaccini, Io porto la bandiera che era quella del mio caro papà Umberto, quella della ricerca e dell'apertura e della non discriminazione. Alcune esternazioni sui vaccini mi hanno lasciato interdetto, lascerebbero intendere una posizione anti scientifica». Ribadisce di essere «onorato per la proposta della lista e a disposizione, ma non cerco poltrone». E ha già lanciato al sindaco un progetto di «inclusione attraverso la musica nelle periferie, concerti gratis e lezioni gratuite a partire da Affori, Lambrate, Baggio e Barona». Le parole su Sumaya però rischiano di aprire una nuova falla tra civici e dem.