Difficoltà di concentrazione, la colpa è della vista

Screening ed educazione ottica nelle scuole: il 70% degli alunni avrebbe problemi agli occhi

Da marzo a maggio, in collaborazione con l'Ufficio Scolastico Ambito Territoriale di Milano e Città metropolitana, in dodici scuole milanesi selezionate (di ogni ordine e grado), verrà inserita la campagna «Ci vediamo a scuola», coinvolgendo 750 ragazzi, dai bambini delle primarie ai diciottenni. Il primo appuntamento si è svolto ieri nell'Istituto superiore «Caterina da Siena» di fronte a 120 ragazzi del triennio. Durante la presentazione l'ottico e optometrista Idor De Simone, ha effettuato uno screening per la valutazione dell'efficienza e del benessere visivo degli alunni, con controllo vista e visione binoculare, e una lezione di igiene visiva, con indicazioni sulla postura, rilasciando certificati in cui si dichiarava il tipo di patologia riscontrata in ogni singolo caso. Con un macchinario lo specialista è andato a misurare i classici difetti di astigmatismo o miopia. Passando poi per il «cover test», (strumento innovativo) per vedere gli strabismi latenti. Ma il tema più importante, come ha spiegato il professor De Simone, sono i disturbi monoculari. La difficoltà per i ragazzi consiste nell'accorgersene quando il disturbo deriva da un occhio solo, avendo l'altro, di fatto, in compensazione. «Già dopo il primo test rilevo un dato significativo: il 70% degli esaminati risulta affetto da difetti e/o disturbi visivi». E qui entra in scena l'Ufficio Scolastico; dove professori e dirigenti constatano sempre più, una minor concentrazione a scuola da parte degli alunni. «La correlazione tra danno visivo e la scarsa attenzione in classe esiste e non va sottovalutata», ha spiegato l'optometrista, rimarcando l'importanza di effettuare visite di prevenzione e dispensando consigli molto utili ai ragazzi.

«Mantenere dallo smartphone una distanza lunga quanto l'avambraccio, mentre per l'uso del pc è importante tenere la lunghezza dell'intero arto superiore». Tra gli errori più frequenti c'è quello di tenere la lampada puntata sul testo in un ambiente buio, convinti che questo possa accentuare la nostra concentrazione. «Per l'occhio è una vera e propria violenza: il campo visivo viene continuamente sollecitato, determinando, a lungo andare, un affaticamento. Mettete pure la lampada fissa sul libro o quaderni, mantenendo però anche l'ambiente circostante illuminato».

Ed infine giunge al tema delle cosiddette «luci blu» (del pc e tablet) constatando come queste abbiano un'incidenza negativa sul sonno. «Raccomando di non usare tali dispositivi almeno le due ore che precedono il coricarsi».

«Pensiamo che sia importante rendere consapevoli i ragazzi, soprattutto dopo i 14 anni, quando non si è più sotto il controllo periodico del pediatra e le visite dal dottore di famiglia avvengono con molta meno frequenza», ha infine dichiarato Antonella Maria Benedetta Cutro, dirigente scolastico dell'Istituto.