Disabili psichici alle prove della Scala

«Capita che malati e sani si mescolino, creando una normale situazione anomala». È lo spirito del condominio di Bruzzano, in via Urbino, tre palazzine con un cortile comune, in cui famiglie accoglienti convivono con una comunità di malati psichici. È lo spirito che aleggerà alle prove aperte della Filarmonica della Scala guidata da Daniel Harding. Prove oggi più aperte del solito: in platea, tra gli ospiti, siederanno alcuni di questi malati mentali. A guidare la compagnia, Alessandro, 45 anni, un grande appassionato di musica classica. «Non è di tante parole, ma quando gliel'ho proposto ha sorriso. E per me che lo conosco, il significato è stato grande. Lui legge tantissimo, ascolta ogni tipo di musica, a volte la usa per assentarsi dalla realtà, ma è soprattutto una grande risorsa interiore» racconta Donatella Bianco, responsabile della comunità (che si chiama Mizar).
La prova aperta di questa sera fa parte del ciclo «La Filarmonica della Scala incontra la città», organizzato in collaborazione con Unicredit. È già tutto esaurito, come per gli appuntamenti dell'anno scorso. La serata è destinata a sostenere Caritas ambrosiana. E Caritas partecipa in modo speciale: offrendo i suoi settanta biglietti a persone per le quali una serata alla Scala è più che sogno, inatteso miraggio. Senzatetto, anziani soli e malati psichiatrici, insieme con gli operatori e i volontari che li aiutano, potranno ascoltare la musica e vedere come Harding prepara gli ultimi ritocchi al programma. «L'arte è la loro cura, una delle più importanti - spiega ancora Donatella Bianco, di Mizar -. Non è solo una convinzioni terapeutica. Sono loro, i nostri ospiti, che spesso che ce li dicono. Abbiamo un laboratorio di pittura e musica in cui lasciamo libero sfogo alla loro creatività. Li vedi spaparanzati a occhi chiusi che ascoltano musica classica. “Ah la Scala, fantastico!”, mi hanno detto. Qualcuno mi ha risposto che ci deve ancora pensare, mi hanno fatto sorridere, so che alla fine verranno con noi». Il Natale è un momento particolarmente difficile. «Le feste, come l'estate, sono un periodo delicato, perché risvegliano la parte emotiva e non è facile viverle bene per chi magari non vede la propria famiglia da tempo. Il concerto è stato un ottimo modo per distrarli». I primi ospiti della comunità Mizar sono stati gli ultimi dodici pazienti dell'ex ospedale psichiatrico Paolo Pini.
Daniel Harding eseguirà anche per loro il Concerto per pianoforte in la minore op. 54 di Schumann, con Jan Lisiecki al pianoforte, la Sinfonia «La grande» di Schubert e «Another's Hell», cinque sonetti per orchestra composti da Montalbetti per la Filarmonica. L'intero ricavato sarà devoluto agli anziani fragili che vivono nelle periferie. In sala ci sarà anche una signora che arriva dalle case popolari di via Quadrio, a Baggio. Non ha mai messo piede in un cinema. Questa serata speciale tra le note e i velluti la riempie di gioia.