«È discriminazione» Mamma marocchina risarcita dal Comune

Poca roba, ma almeno il risarcimento è arrivato. Questione di principio. Il Comune di Milano è stato condannato a risarcire con 250 euro la donna marocchina che lo scorso gennaio ha presentato il ricorso contro la circolare con cui si escludeva l’iscrizione alle materne dei figli. Il motivo? Lei, 37 anni, residente in Italia da quindici, aveva perso il lavoro e quindi il permesso di soggiorno.
Nelle 28 pagine di provvedimento, il giudice evidenzia «il carattere discriminatorio» della richiesta del Comune. Il settore Servizi all’Infanzia aveva emanato una circolare in cui chiedeva il permesso di soggiorno dei genitori assieme all’iscrizione all’asilo.
La mamma marocchina, 37 anni, aveva presentato ricorso il 15 gennaio. Lei durante la seconda gravidanza aveva perso il lavoro come collaboratrice domestica e dunque il permesso di soggiorno. La prima figlia risultava regolarmente iscritta alla prima elementare, ma l’ingresso alle materne per la seconda le era stato precluso dalla circolare comunale.
«Come già comunicato in precedenza alla signora marocchina, i nostri uffici avevano proposto un colloquio per l’inserimento della bambina, già prima che fosse presentato il ricorso» dice l’assessore alla Scuola e alla Famiglia, Mariolina Moioli. «Appena avrò letto la sentenza - aggiunge - valuteremo il da farsi in merito».
«Questa è una beffa per il Comune» dice invece il consigliere comunale del Pd, Andrea Fanzago. «Esistono dei diritti universali allo studio e non si possono fare discriminazioni. È proprio grazie alla riforma della Moratti che il ciclo della scuola dell’obbligo parte dalle materne».