Diverbio Sala-Maroni per il dopo Expo

Il progetto sulla carta non è ancora ufficiale ma il tema del dopo-Expo suscita già polemich a distanza tra il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, e il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala. Maroni critica le perplessità espresse da Sala circa lo smantellamento «veloce» del sito. Secondo Sala, i Paesi sono tenuti a coprire le spese di smantellamento dei padiglioni, ma per farlo hanno tempo fino a giugno 2016. Per Maroni, invece, il post-Expo dovrebbe essere più rapido e cominciare fin da novembre. E in ogni caso manda un messaggio chiaro al commissario Expo perché non interferisca in questioni che non lo riguardano. «Sarebbe il caso - sostiene, piccato, Maroni - che Sala non si esprimesse su cose che non conosce. Il commissario Sala si occupi di Expo, noi ci occupiamo del post Expo ed entro fine luglio noi presenteremo il progetto. Lui non è informato, quindi capisco le sue perplessità. Ma proprio perché non è informato, sarebbe il caso che non si esprimesse su cose che non sa».

Sala replica in questi termini: «Immagino che l'idea di Maroni non si riferisca a tutto il sito, perchè sarebbe impossibile. I Paesi hanno l'obbligo di smantellamento e ne sostengono i costi, ma solo se lo faranno entro giugno 2016. Se fossimo noi a non permettere di smantellare, dovremmo sostenere le spese, cosa che non mi auguro». Intanto è stato individuato l'advisor per le valutazioni delle potenzialità del sito espositivo di Expo a evento concluso. Si è chiuso il bando di gara con l'aggiudicazione provvisoria al raggruppamento di concorrenti formato da Arcotecnica Group (mandataria) e F&M ingegneria (mandante).