Domenica il Naviglio Pavese chiude alle auto

É una corsa contro il tempo. L'assessore alle Attività produttive Franco D'Alfonso è già «favorevole a concedere i permessi appena mi arriverà una proposta ufficiale». Idem come sopra l'assessore alla Mobilità Piefrancesco Maran. «Perchè non è possibile chiudere via Scanio Sforza nel weekend?» aveva domandato al Comune nei giorni scorsi il vicepresidente dell'Epam Alfredo Zini. Il Naviglio Pavese sembra il fratello minore del Grande. Da una parte accesso off limits alle auto tutte le sere, movida senza freni e senza traffico. In via Ascanio Sforza i locali soffrono la concorrenza «sleale» dovuta al cantiere in arrivo per il restyling della Darsena e di piazza XXIV Maggio. Il Comune ha deciso di non chiudere questa parte dell'isola Navigli per lasciare uno sfogo indispensabile alle auto, non essendo sufficiente corso San Gottardo. Ma le ruspe è difficile che arriveranno prima di ferragosto addirittura settembre, quindi i commercianti di via Sforza hanno praticamente ottenuto di procedere per gradi. In cambio, organizzeranno eventi per conciliare movida e offerta di un programma sportivo-culturale per i residenti. Prima tappa, e il termine non può essere più adeguato, domenica prossima: arruolate le leggende del ciclismo, da Giambattista Baronchelli a Stefano Allocchio e forse parteciperà anche l'ex campione Stefano Bugno, per una biciclettata lungo il Naviglio Grande che farà guadagnare ai locali la chiusura del traffico dalla mattina alle due di notte.
Si parte con un evento spot ma Alfredo Zini garantisce che dal weekend successivo «il programma sarà più ricco quindi contiamo di ottenere la chiusura al traffico di via Ascanio Sforza dalla mattina alle due di notte il venerdì, sabato e domenica». Per ferragosto i locali hanno in mente di chiudere la strada per trasformarla in una balera, con ballo liscio per gli anziani che restano in città, iniziative, pranzo solidale. Palazzo Marino a corto di fondi e di iniziative non lesinerà il permesso.
E a proposito di estate in città - più popolata che in passato secondo le statistiche -, quest'anno in piazza del Cannone niente villaggio vacanze ma ci sarà almeno un bar-ristorante per i milanesi e i turisti, gestito da disabili. Apre proprio oggi la «Locanda alla mano», un luogo di ristoro, gestito dalla cooperativa sociale Contè, che impiega giovani con disabilità intellettiva e sindrome di down.
La tensostruttura, di design e in materiale trasparente, è stata progettata dall'architetto Italo Rota, partner dell'iniziativa promossa dall'assessorato alle Politiche sociali. Il bar offrirà piatti leggeri e a chilometro zero.
La struttura rimarrà in servizio al parco Sempione non solo per l'estate ma allungherà il servizio fino ad ottobre. Il Comune ha offerto un contributo di diecimila euro all'iniziativa.