Donna di 35 anni uccisa dal fidanzato con 3 colpi di pistola

L'uomo ha aspettato la vittima sotto casa e dopo averle sparato è fuggito sulla sua auto

Tre colpi di pistola di cui uno, l'ultimo e fatale, al collo. È stata uccisa così ieri mattina, come in una vera e propria esecuzione, Teodora Catauta, una donna 35enne di origine romena, disoccupata e per questo da tempo in carico ai servizi sociali, madre separata di una bambina di 10 anni che ieri a quell'ora era a scuola e comunque attualmente risiede con il papà a Gerenzano, in provincia di Varese. La donna è stata freddata alle 11 quando era appena uscita da casa, un appartamento al quarto piano di via Tommaso Grossi, a San Vittore Olona, località a nord ovest di Milano, a pochi chilometri da Legnano. L'assassino le è spuntato davanti, sul marciapiede, proprio mentre Teresa girava l'angolo tra via Grossi e via Riva, cogliendola di sorpresa. Con ogni probabilità la poveretta se l'è trovato davanti all'improvviso e non ha nemmeno fatto in tempo a rendersi conto di quel che le stava accadendo. L'uomo le ha sparato due colpi ravvicinati al fianco e uno al collo. Inutile l'arrivo dei soccorsi. Il 118 è giunto sul posto con l'automedica e la donna è stata rianimata per 40 minuti, ma non ce l'ha fatta e poco prima di mezzogiorno è stata dichiarata morta.

Subito dopo l'omicidio l'assassino è stato notato da alcuni testimoni salire velocemente su una berlina Bmw grigia parcheggiata a bordo strada e fuggire. Era però a volto scoperto ed è stato subito riconosciuto. I carabinieri del gruppo di Monza che conducono le indagini, infatti, nel giro di poco sono stati in grado d'identificarlo in un uomo che abita a due cento metri dall'abitazione della vittima e così le ricerche per ritrovarlo sono scattate immediatamente in una direzione ben precisa. Si tratta di Vincenzo R., un piccolo pregiudicato disoccupato 43enne con il quale Teresa Catauta aveva da tempo una relazione sentimentale molto tormentata. Il movente dell'omicidio sarebbe quindi passionale anche se non si sa ancora di preciso che cosa abbia trasformato l'uomo in un assassino. Quel che è certo è che la romena, a partire dal 10 maggio, si sarebbe dovuta trasferire a Cantalupo (Alessandria) dove aveva finalmente trovato lavoro in una cooperativa come inserviente in una casa di riposo del posto.

I carabinieri hanno interrogato gli amici e i genitori del 43enne, ma nessuno fino a ieri sera ha fornito indicazioni utili a poterlo rintracciare. Quel che è emerso dalle indagini, scavando nell'esistenza della coppia è che, dal punto di vista strettamente relazionale, la Catauto e il suo uomo vivevano ai margini della società, senza un lavoro e, almeno fino a pochissimo tempo fa, privi di mezzi di sostentamento che potessero far intravvedere per la coppia un futuro che possa veramente definirsi tale. Forse - ma si tratta ancora sempre di supposizioni - l'improvvisa possibilità di una vita nuova apertasi solo per Teresa e lontano da lui ha portato Vincenzo P. alla decisione estrema di ucciderla. Gli investigatori in queste ore non escludono infatti che il 43enne si sia allontanato per togliersi la vita.