La donna che salva i bimbi: «Andrò a votare chi mi aiuta»

Paola Bonzi, la candidata più votata di Noi x Milano: «Alla città serve un sindaco che sostenga il nostro Cav»

Sabrina Cottone

«Io vado a votare senz'altro e invito tutti ad andare a votare». Paola Bonzi, capolista e candidata più votata di «Noi x Milano», è una di quelle donne dall'aria perennemente giovane nonostante l'età. È consapevole di esserlo. «Sono una vecchia bambina che sessantanove anni fa è nata nell'ultimo paese della Lombardia a casa dei nonni paterni perché a Milano cadevano le bombe» dice di sé questa signora che di professione fa nascere bambini che senza di lei non sarebbero mai nati. Non è un'ostetrica, anche se il suo posto di lavoro, anzi di combattimento, è alla Mangiagalli. È la fondatrice e l'anima del Cav, il Centro di aiuto alla vita grazie al quale in trentuno anni sono nati 18.986 bambini. Numeri precisi, perché si tratta di un'attività continua, quotidiana, documentata.

Questa eroina milanese, sembra quasi incredibile, è senza vista, assenza che in lei è quasi una virtù in più. Dispiace non tanto per lei, che con la sua vita sembra non rendersene nemmeno conto, quanto per chi guardandola si accorge che non riuscirebbe non solo a fare, ma nemmeno a pensare un centesimo di quel che Paola Bonzi ha realizzato e continuato a realizzare in questi anni. Fino a oggi.

Se a questo punto qualcuno si chiede che cosa c'entri tutto ciò con la scelta di voto che Paola Bonzi farà al ballottaggio, ecco la risposta: «Queste cose deve farle il pubblico, non possiamo farle noi. Il nuovo sindaco provveda a lasciare fondi e case disponibili per l'emergenza, perché non possiamo prendere noi ogni volta case in affitto né sobbarcarci noi tutti i costi. Non abbiamo questi soldi, il Comune non ce li dà e non si possono lasciare queste donne ad abortire. Sono trentuno anni che noi facciamo gratuitamente per Milano quest'attività al centro d'aiuto alla vita, della Mangiagalli, che invece dovrebbe fare il Comune».

Racconta la sua ultimissima avventura: «Sono venuti da me, mandati dall'anestesista della Mangiagalli, un uomo e una donna che volevano abortire. Perché lei voleva abortire? Perché vivevano nella casa della mamma e della sorella di lui. La signora per cui lavorava la sorella come badante è morta, quindi questa sorella ha perso il lavoro e anche l'alloggio e voleva tornare a casa sua, dove nel frattempo vive questa coppia che aspetta due gemelli». Un aborto per ragioni economiche, perché questa famiglia si era ritrovata in strada. «A questo punto noi abbiamo dovuto prendere una casa in affitto per dare alloggio a queste due persone, perché altrimenti questa signora sarebbe andata ad abortire. A spese del nostro Centro di aiuto alla vita». Ecco ciò che chiede al futuro sindaco.

Paola Bonzi è socia fondatrice di «Noi x Milano», così al primo turno si è candidata con Nicolò Mardegan. E naturalmente l'ha votato. Adesso sono in corso manovre di avvicinamento al candidato del centrodestra, Stefano Parisi, dal quale sono arrivati segnali di stima, ma lei nega che qualsiasi decisione sia stata presa. «Non tradirò i miei principi. Spero che il nuovo sindaco condivida e porti avanti i miei valori, che sono aiutare le donne in difficoltà soprattutto per una gravidanza vissuta in solitudine e in povertà, aiutare i bambini in difficoltà, usare le case popolari per chi ha bisogno». Serve una svolta rispetto all'attuale giunta? «Certamente. Bisogna cambiare assolutamente. Vediamo tutti come è la nostra città in questo momento. Il Comune non ci ha aiutato in questi ultimi anni e quindi il nuovo sindaco dovrà farlo se vorrà avere il nostro consenso».

Fin qui Paola Bonzi. Nella lista di Mardegan, che ha collezionato l'1,15 per cento dei voti, è stata lei a collezionare più preferenze.