Donna uccisa, c'è una traccia del killer

Uccisa al culmine di un litigio, di una discussione molto accesa. O forse durante una rapina. Un'ipotesi, quest'ultima, che i carabinieri del nucleo investigativo hanno preso in considerazione da subito seriamente per tentare di dare una spiegazione all'omicidio di Anna Concetta Immacolata De Santis, la 77enne trovata strangolata mercoledì mattina davanti a un cantiere edile in via Padre Kolbe, a Cesano Boscone. Dove, poco prima delle 9, un gruppo di operai giunti al lavoro e incuriositi da quello strano e voluminoso sacco di plastica abbandonato sullo sterrato di fronte all'area, hanno scoperto il cadavere della poveretta, uccisa almeno 48 ore prima.
Secondo i militari la donna - sparita dal suo appartamento in zona Baggio giovedì scorso, 5 dicembre, intorno alle 12.30, forse per andare a giocare alla sala Bingo di viale Jenner - non era tipo da dare confidenza o accettare, magari, un passaggio da uno sconosciuto. A meno che, naturalmente, lo sconosciuto in questione l'abbia trascinata in un luogo appartato contro la sua volontà, magari minacciandola con un'arma, per poi strangolarla al termine di una colluttazione senza che qualcuno si accorgesse di nulla.
I risultati dell'autopsia (che dovrebbe tenersi stamattina, al massimo domani) assumono in questo contesto un'importanza quanto mai basilare. Non si esclude infatti che la donna possa aver lottato con il suo assassino prima di essere sopraffatta definitivamente e che quindi sul cadavere ci possano essere tracce di Dna che, in assenza di altre prove schiaccianti, possano portare comunque all'autore del delitto.
Altri elementi importanti li dovrebbe fornire anche il traffico e la cella del telefonino di Anna. Il suo cellulare, infatti, è stato ritrovato da uno straniero già il giorno dopo la sua scomparsa. Giovedì scorso il figlio di Anna - Dario, un 40enne - ha cercato più volte la madre al telefono e la mattina seguente si è sentito rispondere da un muratore straniero che spiegava di aver appena raccolto il cellulare da terra, davanti al cantiere dove lavora (a 900 metri da quello dov'è stato poi rinvenuto il cadavere l'altroieri, ndr). Il racconto dell'extracomunitario, in regola con il permesso di soggiorno e incensurato, è stato verificato dagli investigatori dell'Arma che hanno già escluso un qualsiasi coinvolgimento dell'uomo nell'omicidio: il muratore ha accettato perfino d'incontrare poco dopo il figlio della vittima per restituirgli il telefono alla caserma dei carabinieri di San Cristoforo. Dove Dario, sempre venerdì mattina, è corso a fare la denuncia di scomparsa della madre. E una volta lì, ha incontrato Angela, la sorella, l'altra figlia di Anna De Santis, arrivata proprio in quel momento e con il suo stesso scopo.
Angela è particolarmente sconvolta: è lei, infatti, che abita con il compagno e i loro due bambini, insieme alla madre, a Baggio. E non vedendola rientrare l'aveva cercata disperatamente al telefono per tutta la notte.
Anna De Santis non era ricca. Viveva con la pensione di riversibilità del marito. Tuttavia, anche grazie alla passione per il Bingo, conosceva tanta gente. E a qualcuno potrebbe aver fatto gola anche una piccola somma di denaro. I militari del nucleo investigativo, però, al momento, non possono e non vogliono escludere nessun tipo di movente per il suo omicidio: la scomparsa della borsetta della donna, infatti, potrebbe essere semplicemente un'escamotage dell'assassino per portare gli investigatori verso una falsa pista.