La donna uccisa conosceva l'assassino

La porta era aperta, spariti i cellulari. Perquisita la casa di un conoscente

Cristina Bassi

Il killer ha portato via due telefonini della vittima, le uniche cose sparite dall'appartamento: tra i messaggi e nella lista delle chiamate si troverebbero le tracce che portano a lui. Ecco perché gli inquirenti sono certi che Tiziana Pavani, la 54enne trovata assassinata giovedì sera nella sua casa di via Bagarotti a Baggio, conoscesse il suo assassino. Sull'omicidio indaga la Squadra mobile, coordinata dai pm Alberto Nobili e Letizia Mannella che hanno aperto un fascicolo per ora a carico di ignoti.

Il cerchio delle indagini si sta stringendo intorno al ristretto ambito delle di conoscenze della donna, che era impiegata in un asilo. Tiziana Pavani non ha figli e ha un ex marito, un uomo originario delle Seychelles, che in questi giorni si trova all'estero. Per risolvere il giallo quindi la polizia si concentra sulle persone, in particolare uomini, che hanno frequentato la vittima fino alle ultime ore prima del delitto o nel recente passato. Nella serata di giovedì è stata anche perquisita la casa di un uomo, un conoscente della 54enne. Anche se l'ipotesi che proprio lui possa aver avuto un ruolo nell'omicidio resta solo una di quelle in campo. L'autopsia è fissata per la prossima settimana, potrebbe svolgersi già lunedì. Intanto però il medico legale ha confermato grazie ai primi accertamenti sul corpo che a uccidere la donna è stato un colpo inferto al cranio con un corpo contundente. Sul volto c'erano ferite lacerocontuse. L'arma del delitto non è stata trovata. La pista della rapina finita male sarebbe esclusa.

Il corpo era disteso sul letto, con il volto tumefatto appunto e coperto parzialmente dalle lenzuola. La vittima indossava una tuta di quelle comode, «da casa». A giudicare dalle molte tracce di sangue rinvenute dalla Scientifica sul cadavere e tutt'intorno, si direbbe che l'omicidio sia avvenuto proprio nella camera del ritrovamento. La polizia ha anche trovato il rubinetto del gas aperto. È stato proprio l'odore sospetto a spingere un vicino a chiamare i soccorsi. La porta del monolocale al quarto piano del palazzo popolare inoltre era socchiusa. Sarebbe stato l'assassino ad allentare la sicura, non c'erano infatti pentole sul fornello. L'intento potrebbe essere stato quello di stordire Tiziana Pavani oppure di provocare un'esplosione per cancellare gli indizi. Resta il mistero, almeno fino all'autopsia, anche sull'ora esatta del delitto. La morte comunque risalirebbe a circa otto ore prima del ritrovamento, vale a dire intorno alle 10 del mattino di giovedì. Anche perché l'appartamento non ha avuto il tempo di saturarsi di gas. Il custode dello stabile avrebbe detto agli inquirenti di aver visto uscire la donna per andare al lavoro alla solita ora, intorno alle 8. Alla scuola però la segretaria non è mai arrivata, tanto che i colleghi l'hanno più volte chiamata invano. Deve essere poi rientrata a casa, anche se non vista dal portinaio.