La drammaturgia inglese abita al LittaSul palco di corso Magenta autori contemporanei e classici rivisitati

La nuova drammaturgia inglese ormai piace un po' a tutti, ma al Litta forse piace persino di più. A giudicare dalla programmazione degli ultimi due anni, è come se Antonio Sixty e Gaetano Callegaro, i direttori artistici del teatro di corso Magenta, avessero centellinato gli autori più anomali, più sottili, più capaci di sfumare e rendere ambiguo il canone di degrado e crudeltà dell'odierna scena britannica. Come dimostra anche lo spettacolo di apertura della stagione 2013-14, Misterman, in cartellone dal 22 ottobre al 3 novembre. Scritta da Enda Walsh (che in realtà è nato a Dublino nel '67, ma si è fatto largo nell'affollata piazza londinese e ha acquisito notorietà internazionale anche per essere stato il co-sceneggiatore di Hunger, un film di culto firmato da Steve Mc Queen) e interpretato da Alessandro Roja (alias Il Dandi della serie televisiva Romanzo criminale), questa pièce sul retroterra oscuro dell'ossessione per la rettitudine e la purezza si fonda su continui ribaltamenti di prospettiva, sino all'immancabile tragico finale. Un altro giovane e interessante drammaturgo inglese, David Harrower, tratta temi analoghi in Coltelli nelle galline, lo spettacolo in cartellone tra febbraio e marzo. La chiusura di stagione è invece affidata a Jerome Tonnerre, un autore francese abile nel comporre geometricamente equivoci e sottintesi in perfetto stile british: è opera sua la drammaturgia di Confidenze troppo intime, la nuova produzione di Antonio Syxty che debutterà il 16 giugno. Nel nuovo cartellone del Litta non mancano poi i classici rivisitati, come Il bugiardo di Goldoni nella versione di Carlo Roncaglia (a novembre) e un intrigante Enrico IV di Pirandello riletto in chiave molto postmoderna da Alberto Oliva (tra gennaio e febbraio). Lo stesso Oliva che dirigerà a febbraio Il venditore di sigari, una bella pièce ambientata tra le macerie della Berlino del '47, ripresa per la quarta stagione di seguito. È invece un'assoluta novità Apache, il ciclo dedicato alla scena italiana di ricerca curato da Matteo Torterolo (fino a giugno). Il titolo è decisamente azzeccato, la scelta delle compagnie e degli spettacoli pure.