Droga e armi, 33 arrestati tra italiani e albanesi

Ieri il blitz per fermare una banda che riciclava negli stupefacenti il frutto delle rapine

Paola Fucilieri

I soliti sospetti. Quelli da non trascurare mai, da tenere costantemente «monitorati», come si dice in gergo poliziesco. Per scoprire, infine, che a tirare le fila del traffico di stupefacenti, in città, sono ancora i gruppi storici di balordi italiani (grazie anche all'«aiuto», seppur non essenziale, degli albanesi) che vivono e bazzicano nei quartieri più malfamati. Come la Comasina o il Tessera di Cesano Boscone. Tutti pregiudicati, perlopiù con precedenti penali per stupefacenti e professionisti del traffico di droga.

In fondo è cominciata proprio così per la sezione «Antidroga» della questura - un gruppo di investigatori diretti dal vicequestore aggiunto Andrea Olivadese e coordinati dal dirigente della squadra mobile Lorenzo Bucossi - l'indagine Old Story/Eden. Seguendo dalla fine del 2014 proprio la pista di un gruppo di rapinatori che, dopo aver messo a segno delle rapine, reinvestivano il denaro nella droga: l'analisi dei flussi di denaro e dello stupefacente, arrivato dall'Olanda, ha permesso ai poliziotti di risalire ai gruppi di trafficanti italiani e albanesi. L'inchiesta si è conclusa quindi ieri con 33 ordinanze di custodia cautelare, tra cui 27 italiani e 6 albanesi (29 in tutto quelle eseguite fino a ieri) per associazione a delinquere per traffico di stupefacenti emesse su richiesta del gip Valerio Natale della Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Milano. Un'inchiesta nella quale il pm Marcello Tatangelo e il procuratore aggiunto Ilda Boccassini «hanno creduto molto», come ha voluto sottolineare Bucossi. Durante l'attività investigativa sono stati effettuati sequestrati circa 22 chili di cocaina, 39 chili di marijuana, un chilo e mezzo di hashish, una semiautomatica clandestina e una mitraglietta Skorpio con relativo munizionamento e circa mezzo milione di euro in contanti: nell'ambiente criminale degli indagati era possibile infatti procurarsi anche delle armi, ma a che cosa possa essere servita la pistola mitragliatrice per ora resta un mistero che andràchiarito. Gli investigatori della Mobile inoltre, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di 12 auto, 10 immobili e 32 rapporti bancari. Oltre alla provincia di Milano, l'indagine ha riguardato anche Treviso, Trieste e Varese, dove si erano rifugiati alcuni dei ricercati. L'ultimo finito in galera ieri è un italiano trovato nel pomeriggio, grazie all'aiuto dei cani molecolari, a Seregno: era nascosto in una intercapedine creata ad hoc nel suo appartamento.