Droga e violenza: le vecchie regole dei nuovi «latinos»

Nata per difendere la comunità dominicana da soprusi e prepotenze di altre gang, in breve era diventata un'organizzazione a delinquere, fortemente gerarchizzata, dedita soprattutto al traffico di droga. Altro segno distintivo l'estrema violenza: feroci pestaggi riservati ai nuovi affiliati, per testarne coraggio e resistenza, e ai nemici, nei confronti dei quali l'odio deve rimanere eterno. Con queste caratteristica, i Trinitarios stavano ormai diventando egemoni all'interno dell'universo «latinos» di Milano, quando ieri è scatta l'operazione della polizia che ha portato in carcere 13 ragazzi, tra i 16 e 30 anni.
Canotta nera, cappellino rosso, vistose collane di vari colori in base al ruolo, era questa la divisa della nuova «pandillas» sbarcata in città, sulla scia dei «vecchi» Lating Kings. Nella successiva esplosione di sigle infatti, i Trinitarios fanno il loro ingresso ufficiale il 16 gennaio 2011 quando in viale Testi a Cinisello, i rivali della gang Commando, ammazzano a coltellate uno di loro, Luis Alberto Bautista Solis, ecuadoriano di 21 anni. Da allora di strada ne hanno fatta parecchia, arrivando a insidiare nel controllo del territorio le altre storiche bande. Sono cresciuti di numero, attualmente si calcola siano una cinquantina gli affiliati, stabilendo contatti con gang di Trinitarios in Italia e in Europa. Hanno preso possesso di zone come corso Lodi e il parco di Lampugnano, occupandosi di traffico di droga, furti, rapine ed estorsioni. Non disdegnando incursioni fuori provincia, come quando a Pavia il 16 settembre 2012 spararono a un magrebino per una partita di droga non pagata. Il loro controllo in città viene poi marcato attraverso le ormai consuete e periodiche aggressioni di rivali. Il 7 gennaio, avvicinandosi l'anniversario della morte di Solis, pestarono a sangue due Commando sorpresi alla fermata Sesto Rondò della rossa. Mentre il 13 febbraio accoltellarono due Latin King in piazza De Angeli.
Un escalation che non è sfuggita alla questura che, dopo mesi di indagini, ha individuato gli affiliati più attivi e ieri sono scattate le manette. In carcere sono così finiti il «prima suprema d'Italia» , capo assoluto, dal marzo 2012, Randy Isaias Ogando Ramirez detto «Flaco», 22 anni, il suo predecessore, Jonathan De La Rosa Paniagua, e la «seconda suprema», Juan Gabriel Abreu Rojas detto «Mata Yankee» di 30 anni. Con loro in carcere altri 10 soggetti, tra cui un italiano, due minorenni e una ragazza. Sequestrati 70 grammi di cocaina, tirapugni, mazze e armi bianche. Ricostruito anche l'organigramma, con ruoli bene definiti, dal tesoriere all'armiere, i riti di iniziazione fatti di pestaggi seguiti da lunghi ed elaborati giuramenti in nome di Dio, Patria e Libertà, la triade da cui il nome. Inutile però illudersi di aver debellato il fenomeno. Il loro arresto ha creato un vuoto di potere che presto sarà riempito da altre bande, altrettanto feroci, in un tragico gioco senza fine.