Due sorelle battono Palazzo Marino: il parco «gratuito» costa 250mila euro

Una battaglia legale iniziata addirittura nel 1995. Ma le signore Cristina e Carolina Rivolta hanno tenuto duro e 18 anni dopo sono riuscite ad ottenere dal Comune un risarcimento danni, comprese le spese legali sostenute nel lungo arco di tempo, di oltre 245mila euro. La vicenda nasce quand'era ancora sindaco il leghista Marco Formentini e si chiude ora sotto la giunta Pisapia. Il tribunale di Milano nel 2012 ha riconosciuto l'«occupazione usurpativa» di un'area di 1.370 metri quadrati posseduta dalle due signore in via Martinetti e ha condannato l'amministrazione a riparare al danno. La sentenza ha accertato altresì l'irreversibile destinazione ad uso pubblico di questa superficie. Impossibile oggi liberare lo spazio e restituirlo alle legittime proprietarie: su quell'area giocano ogni giorno i bimbi, nel frattempo infatti il Comune ci ha piantato alberi ad alto fusto, ha creato un parco giochi, realizzato marciapiedi in cemento, illuminazione pubblica e altro. Opere che, ha rimarcato la sentenza, hanno trasformato «radicalmente e in modo irreversibile» il terreno che «prima dell'occupazione permanente era incolto e libero». Il Comune è stato dunque condannato a risarcire con 149.792 euro l'estinzione del diritto di proprietà e l'acquisizione definitiva a patrimonio pubblico. Alla spesa ha dovuto aggiungere gli interessi legali, che dal 1995 ammontano a 95.684,26 euro. Si arriva dunque ai quasi 250mila euro da sborsare in un periodo in cui le casse di Palazzo Marino già languono. E la spesa rischiava evidentemente di essere superiore. La giunta ha approvato infatti l'accordo raggiunto con le sorelle Rivolta, che prevede da parte loro la rinuncia ad ogni eventuale diritto e ragione relativa all'area confinante con quella oggetto del contendere. Come si legge nella delibera proposta dal vicesindaco Ada Lucia De Cesaris, il Comune si impegna invece a «prendere in considerazione» la proposta, avanzata dalle signore, di intitolare il parco di via Martinetti al loro padre Virginio «in ragione della meritoria attività da lui svolta in difesa della natura e del paesaggio».