Due studentesse ucraine molestate dal «branco»

Le universitarie di 21 e 22 anni aggredite domenica da minori egiziani; 15enne in manette

Paola Fucilieri

Macché Igor il russo. Macché Isis. Senza voler minimizzare alcuna problematica criminale, tanto meno il terrorismo, l'attuale emergenza di Milano sono le violenze sessuali, gli stupri, tentativi di abusi di ogni genere su donne, anche minori. Chi sostiene il contrario batta un colpo. Ogni giorno le forze dell'ordine sfornano dettagli più o meno completi, più o meno ufficiosi o mirati, ma di certo non frutto dell'invenzione, su vittime straniere violate da falsi tassisti o giovani che, stordite magari dal classico bicchiere di troppo, sono state poi sottoposte alle attenzioni morbose di squallidi personaggi.

Anche domenica i carabinieri del Radiomobile di Milano hanno arrestato al Monte Stella (a nord ovest di Milano, zona QT8) per violenza sessuale uno studente egiziano 15enne mentre ne hanno riconsegnato un altro ai genitori perché 13enne e quindi non penalmente perseguibile. Ragazzini. Che a bordo delle loro bici e insieme ad altri due connazionali - un altro 15enne denunciato a piede libero e un 13enne presente sul posto ma risultato poi completamente estraneo all'accaduto - non hanno esitato ad accerchiare due studentesse universitarie ucraine di 21 e 23 anni, appena entrate dall'ingresso di via Sant'Elia per passeggiare un po'. Passati in pochi attimi da qualche apprezzamento pesante a dei veri e propri palpeggiamenti, i ragazzini non si aspettavano certo la reazione di una delle due giovani che, spintonando uno di loro lo ha mandato a terra, inducendo quindi l'intero gruppetto a sparire in fretta e furia.

Mancava qualche minuto alle 18 quando le studentesse, molto infastidite, hanno chiamato i soccorsi. I carabinieri non ci hanno messo molto a individuare i ragazzi e a portarli in caserma. Sempre domenica due uomini sono stati arrestati per due casi separati di violenza nei confronti delle rispettive compagne. Dopo l'ennesimo litigio, intorno alle 22, un italiano di 29 anni ha incominciato a prendere a testate e a calci la propria ragazza. È questa la scena che si ritrovati davanti gli agenti della polizia quando sono intervenuti nell'appartamento della coppia in via Mosé Bianchi, in zona San Siro. Ulteriori accertamenti hanno dimostrato come la ragazza 28enne subisse regolarmente i maltrattamenti del fidanzato tant'è che negli ultimi mesi era finita all'ospedale in due occasioni per una frattura costale e un setto nasale rotto. In entrambi casi non aveva sporto denuncia. Più o meno alla stessa ora e sempre in zona San Siro ma stavolta in via Tracia un uomo di 44 anni di origini marocchine è stato arrestato dalla polizia per atti persecutori e tentato omicidio. L'aggressore, rientrato a casa ubriaco, ha minacciato di morte con un coltello la moglie di 20 anni più giovane. La ragazza, anche lei marocchina, è riuscita a scappare dopo aver lanciato contro il marito il lettino della figlia di 3 anni che era con lei al momento dell'aggressione. Una volta al sicuro ha chiamato la polizia che ha arrestato il marito.