Duello Sala-Balzani Parte già la caccia a un'altra capolista

La vice irritata con candidato e Pd non guiderà una lista «arancione» Stasera confronto tra gli ex sfidanti

Una riunione con i fedelissimi ieri, prima del match finale programmato per questa sera. Il ring sarà la sede della fondazione Elio Quercioli in via Gola. Francesca Balzani, secondo il primo programma, doveva confrontarsi con i supporter Pd durante le primarie per discutere sui contenuti del programma di centrosinistra e «lo scenario politico che si sta formando». «Andiamo avanti: progetti e idee per la grande Milano» il titolo dell'assemblea, promossa da Stefano Boeri. L'architetto, ex assessore della giunta Pisapia, ha poi esteso la partecipazione al candidato sindaco Giuseppe Sala e ai segretari renziani Alessandro Alfieri e Pietro Bussolati. Da molti veniva visto come il punto di svolta sulla vicenda della «lista arancione» che tenga insieme pezzi dei comitati civici, Sel e il mondo ambientalista e freni la fuga a sinistra-sinistra, dove continuano i pressing sull'ex pm di Mani pulite Gherardo Colombo perchè si schieri. Ma la Balzani ha già deciso che non sarà capolista, lo spiegherà a Sala e ai colonnelli del Pd, ma l'ha anticipato ieri ai suoi principali supporter. Tanto che si racconta di un certo nervosismo da parte del sindaco Pisapia, regista della discesa in campo della Balzani prima e della lista arancione dopo. E forse toccherà a lui pensare anche al piano b, un nome alternativo che salvi il progetto. La vicesindaco si è riunita ieri intorno alle 19 per circa tre ore e mezza con i fedelissimi della campagna. Una trentina di persone, tra i nomi noti Paolo Limonta, il coordinatore dei comitati arancioni, Lucia Castellano che ha lasciato due giorni fa il ruolo di capogruppo in Regione della lista Ambrosoli per un incarico a Roma, il capogruppo Sel Mirko Mazzali, il Capo di gabinetto del sindaco Maurizio Baruffi, la consigliera di Zona 1 Elena Grandi, ambientalista. La Balzani ha puntato il dito contro il Pd milanese, che non ha sostenuto la proposta (si era espresso invece il vicesegretario Guerini). E sembra che abbia mal digerito la kermesse di due sere fa al teatro Puccini, il passaggio del testimone tra Pisapia e Sala con la giunta schierata sul palco. Il manager ha rivolto un appello agli ex sfidanti, l'assessore Pierfrancesco Majorino e la vice. In questi giorni si è parlato del suo pressing per riavere l'incarico in caso di vittoria. «Dispiace - ha detto Sala - che la cosa sia stata svilita a una questione di e poltrone, io so che Francesca anteporrà sempre la politica a tutto questo». Parole che hanno gettato più benzina sulle polemiche. E la Balzani, secondo una prima scaletta doveva intervenire sola e non in coppia con un altro assessore come gli altri colleghi. Anche nell'appello all'unità Sala l'ha accomunata a Majorino, senza dare quel valore diverso al suo progetto che aveva chiesto per accettare la testa di lista. Manterrà il patto delle primarie, sosterrà il vincitore. Ma «per ora» dicono i suoi, niente lista. La palla passa al Pd (oltre che a Sala).E ieri mr Expo è tornato a fare profezie. Pronostica un ballottaggio tra lui e Parisi, ma non si sbilancia sul finale.ChiCa