Il duo Luciani-Motterle «viaggio nell'anima» sulle note di Beethoven

Un viaggio in dieci tappe alla scoperta delle sonate per violino e pianoforte scritte da Ludwig van; con un tema al centro del dibattito: come proporre oggi la musica d'arte (classica). Tra i vari modi «alternativi» testati per attrarre il pubblico, laddove c'è il coraggio di proporla, spopola la formula conferenza-concerto. Sotto il segno de laVerdi lo ha già dimostrato il duo Fulvio Luciani-Massimiliano Motterle, che torna col progetto Beethoven, l'invenzione della musica (il calendario sul sito www.fulvioluciani.it ). Si parte oggi ore 11,30, al Mac di piazza Tito Lucrezio Caro a Milano; in programma la Sonata beethoveniana in la maggiore op.30 n.1 , la Sonata in La min op.105 di Schumann e la Sonata di Leos Janacék. Il progetto terminerà a dicembre del prossimo anno. «Il compositore di Bonn - fa eco Luciani, che si definisce “un innamorato del violino” - scrisse per se stesso, la sua musica rappresenta l'esigenza di conoscersi, l'introspezione». A lui si «continua a tornare» e nella sua opera «leggiamo in fondo la nostra storia personale». Non solo musica, i recital sono preceduti da incontri all'università Bicocca (e in parallelo un corso di alto perfezionamento in musica da camera); ma anche abbinamenti mirati. «Nel programma si strizza l'occhio al '900 - prosegue -; a gennaio eseguiremo Ives, per fare emergere scritture agli antipodi; e ancora insieme a Beethoven ad aprile, la sonata di Glass, con la riconoscibilità dei motivi». «Durante i precedenti progetti - afferma - abbiamo visto un pubblico variegato, giovani e non. Gente che partecipava con interesse e tornava. Segno che la musica in questo modo funziona; non solo l'ascolto ma anche l'analisi raccontata, per fornire strumenti in più per capire». Prossimo viaggio Mozart.