Dal Duomo alla Certosa La lista di promesse mancate

Mentre il governo Renzi vuol già mano al portafoglio per i beni culturali del Mezzogiorno, la lista della spesa della Lombardia giace ancora nei cassetti romani. A battere cassa non sono soltanto i progetti culturali in vista di Expo, ma anche le realtà di un patrimonio che certo non ha un valore inferiore a quello del Sud. Varrebbe anzi la pena ricordare che proprio la Lombardia è in testa alla classifica italiana per numero di siti patrimonio dell'Unesco; nove in tutto, dalle incisioni rupestri della Valcamonica al Cenacolo Vinciano, dai Sacri Monti di Varese a Crespi d'Adda.
Proprio per far fronte agli interventi di conservazione e restauro dei siti Unesco e di quelli archeologici il governo ha promesso alla Regione un milione di euro. Un accordo con il precedente governo ha poi stabilito lo stanziamento di un milione 400mila euro - pari al contributo del Pirellone - per le due grandi mostre previste da Regione Lombardia per Expo, da tenersi rispettivamente alla Villa Reale di Monza e al Museo di Santa Giulia a Brescia. Denari promessi ma di cui però non si è ancora vista l'ombra. E ancora, due milioni di euro dal Fondo Unico per lo Spettacolo da destinarsi agli eventi e alle aperture straordinarie previste per Expo. Ammonta invece a mezzo milione di euro il contributo garantito dal governo per il Forum Unesco per le imprese culturali, cifra che farebbe pari con quella stanziata per Firenze. Circa centomila sono stati invece promessi per la piattaforma nazionale per la danza.
Ma a parte gli interventi straordinari per Expo e i siti protetti dall'Unesco, il patrimonio storico artistico lombardo conta importantissime realtà che necessitano fondi per la conservazione e l'agibilità. Primo tra tutti il Duomo di Milano che ha bisogno di continue e ulteriori risorse per completare i lavori di ristrutturazione entro il 2015, affinchè possa accogliere i turisti di Expo nella sua forma migliore. Lo scorso novembre Regione Lombardia ha messo a disposizione della Cattedrale un altro milione e cinquecentomila euro. Lo scorso governo - lamentano al Pirellone - ne aveva promesso circa altrettanto ma i lombardi stanno ancora aspettando. Un'altra annosa questione sul tappeto è la Certosa di Pavia sul cui pieno recupero il governo si era appena impegnato non più tardi di un mese fa. «Siamo già al lavoro per valorizzare la Certosa fin dall'avvio del semestre italiano di presidenza Ue e per restituire centralità a un gioiello della cultura italiana», aveva dichiarato il ministro dei Beni Culturali Massimo Bray all'indomani del sopralluogo istituzionale per valutare le reali condizioni del complesso monastico. Con la caduta del governo c'è il timore che si debba ricominciare da zero, e pensare che anche in questo caso non servirebbero milioni per compiere gli interventi strettamente necessari: «Non più di 600mila euro» dicono al Pirellone. Eppoi, qualora qualcuno se ne fosse dimenticato, sul tavolo delle grandi questioni lombarde figura l'ormai celebre progetto Grande Brera, per il quale sono stati finora stanziati circa 30 milioni di euro, ma all'appello ne mancano circa un centinaio. Arriveranno mai?