E adesso il centrodestra si allarga

A partire da Monza si profila lo schema-Lombardia: un'alleanza con i popolari

Il ballottaggio a Sesto San Giovanni «sarà delicatissimo» analizzava lunedì mattina Beppe Sala. Non ci voleva un esperto: la sindaca uscente è arrivata appena al 30% e lo sfidante del centrodestra con il 26% la tallona. «Nei prossimi giorni andrò lì per dare una mano a Monicà Chittò». Detto fatto. Qualche ora dopo circolava già il volantino per annunciare il suo tour domani alle 18.30 in piazza Petazzi. Premesso che un anno fa di questi tempi il candidato di Matteo Renzi non se la passava meglio. Partito superfavorito dopo sei mesi sotto i riflettori come commissario Expo, era impegnato in una campagna per il ballottaggio contro Stefano Parisi scivolosissima. E nei primi 12 mesi da sindaco si è fatto notare soprattutto per gli aumenti della sosta, in Area C, persino nei centri estivi e per la marcia a favore dei migranti: che il suo modello sia uno spot da esportare in Lombardia è tutto da dimostrare, magari farà un favore ai candidati del centrodestra. Ma soprattutto rischia di essere l'inizio della «latitanza» in Comune fino al 25 giugno: i renziani con la poltrona a rischio in provincia (e non solo) sono parecchi.

Giusto il 2 giugno Sala ha lanciato un messaggio chiaro agli assessori che scalpitano per candidarsi alle prossime Regionali o alle Politiche. «Non voglio fermare nessuno nelle sue legittime ambizioni, ma le regole sono chiare. Se qualcuno decide di percorrere un'altra via deve lasciare il giorno stesso la giunta ,per rispetto della città. Non posso accettare che abbiano la sensazione di una squadra disattenta». Ma è un cattivo maestro. E Milano - ma pure la Città metropolitana a rischio default - non possono tollerare sindaci part time.