E adesso si rischia una super Imu

Si profila un ottobre nero per i milanesi, ma non solo. Alla stangata dell'aumento di un punto percentuale dell'Iva che scatterà domani, rischia di aggiungersi sulle spalle già piegate dei cittadini anche la super Imu. Siamo ancora nell'ambito delle probabilità, ma nemmeno troppo remote visto che sono appese al sottile filo della crisi politica.
Entro metà ottobre, infatti, deve essere convertito il decreto che stabilisce il rimborso alle casse delle amministrazioni della prima rata dell'Imu. Se la crisi dovesse sfociare in un cambio di maggioranza o nello scioglimento della camere, infatti, diventerebbe sempre più concreta l'eventualità di un mancato rimborso della prima rata, con conseguente aumento delle imposte locali per poter far quadrare i disastrati conti di Palazzo Marino. In pratica verrebbe a mancare il presupposto per l'abbattimento della seconda rata e la copertura finanziaria per compensare lo sgravio di giugno.
Ecco quindi il rischio per i milanesi, già vessati dai recenti aumenti dell'addizionale Irpef, dell'imposta sui rifiuti (Tares) e delle tariffe Atm, di dover pagare una seconda rata da record sulla prima casa. Con l'ultima aliquota fissata dalla giunta a 0.575%, lo 0.175% in più rispetto allo scorso anno, si parla di un «tesoretto» di 95 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi ai 139 milioni della prima rata che sarebbero dovuti rientrare nelle casse del Comune. «Se, caduto il governo, salta l'esenzione Imu per la prima casa i milanesi per colpa degli aumenti virtuali votati dalla giunta Pisapia dovranno pagare 223 milioni di euro, 95 in più dello scorso anno. Piove sul bagnato» commenta amaro il consigliere Forza Italia Fabrizio de Pasquale.
Lo sa bene il sindaco che mette le mani avanti e prova ad alzare la voce: «Il governo rispetti gli impegni presi con l'Anci (l'associazione dei comuni italiani), con Milano e Torino. Promessa che il governo aveva preso quando era sostenuto da un'ampia maggioranza: le istituzioni devono mantenere gli impegni presi, ovvero restituire alle amministrazioni locali i proventi della prima rata dell'Imu».
Stesso discorso per Expo: «Nessun rischio, su Expo è stato preso un impegno collettivo». «la cosa peggiore per i Comuni e per i cittadini - chiosa Pisapia - è che la legge di Stabilità venga scritta dall'Europa e non dal governo e dal Parlamento» Un «tesoretto» appunto che nel 2012 ammontava a ben 139 milioni di euro che, se non rimborsati da Roma, le amministrazioni sarebbero costrette a compensare con aumenti di imposte. Così il Pd, il primo partito della maggioranza arancione, è già in pressing per ritoccare ulteriormente la seconda rata dell'imposta sulla prima casa: dallo 0.575% appena deliberato allo0.6%. Ne non si tratta di intenzioni: oggi a mezzogiorno si riunirà la maggioranza - l'appuntamento era fissato da tempo, per discutere di bilancio e in particolare dell'Imu.