E all'evento blindato arrivano poche centinaia di «ultrà»Concerto per pochi intimi

Erano le 18, o giù di lì quando le prime note hanno iniziato a invadere le strade attorno a via Toffetti, periferia sud est, dando via al concerto-raduno di qualche centinaia di teste rasate. Ma i tanto temuti naziskin oltre a dimenarsi al suono di ritmi hardcore rock, non sono andati, nonostante la sinistra temesse una sorta di invasione barbarica. Il raduno ha chiamato una decina di gruppi musicali da mezza Europa e anche dagli Stati Uniti. Inequivocabile il contenuto dei loro testi che esaltano la superiorità della razza bianca e incitano alla lotta all'immigrazione. Non molti però i partecipanti. Nonostante le premesse della vigilia, almeno 2mila persone, alla fine gli spettatori, tutti rigorosamente vestiti di pelle, capelli a zero e spille e medagliette con simboli nazisti, hanno si e no superato le 300 unità. Tutti rigorosamente stipati nel capannone, senza nessun contatto con l'esterno anche per l'intervento della Digos che, per evitare tensioni, ha impedito persino alla stampa di avvicinarsi.