E in via Cavezzali degrado e spaccio fuori controllo

Il cortile è una discarica, la corrente in «cogestione». Altitonante (Fi): cittadini abbandonati

Michelangelo Bonessa

Via Cavezzali 11 è stata al centro di appelli di politici, comitati e inquilini molte volte. Gli ultimi in questi giorni. Degrado dell'edificio, spaccio, occupazioni abusive, con l'aggiunta di piccoli criminali e amministratori di condominio che latitano o denunciano a loro volta la questione dopo essere stati picchiati. Il palazzo è un esempio, ma a Milano ne esistono molti altri, di ex proprietà statali diventate ferite del tessuto urbano. Chi ci vive ha tante facce. Nel caso di questa strada che incrocia la più nota via Padova, può essere quella di Silvia: nonnina milanese che abita nel palazzo da 13 anni e che ha notato un netto peggioramento «negli ultimi cinque anni». Minuta e sola, cerca di tirare avanti sperando che qualcuno metta mano al problema. Oppure quella di Khalid, quarantenne egiziano che convive con la fidanzata ucraina in un bilocale al piano terreno: esibisce il contratto di affitto senza problemi, il proprietario è un professionista di Sondrio. Ma ci sono volti anche come quello di Paolo Favret, custode che ormai svolge il compito in cambio delle mance dei 372 inquilini. Proprio lui aggredì un'amministratrice che poi lasciò l'incarico. «Chi può gli dà qualcosa spiega un tunisino precisando che Paolo non riceve più lo stipendio - lui cerca di occuparsi di qui, il problema sono gli altri: quelli che abitano intorno usano il cortile come discarica e poi tocca a noi pulire».

La comunità ha trovato un suo equilibrio identitario attaccando giornalisti, politici e amministratori di condominio: «Tutti a mangiare sulle nostre spalle» sentenzia un inquilino. E anche economico prestandosi la corrente: se a uno viene staccata, crea un allaccio abusivo con un altro. Poi si fa tutto un conto. Gli ascensori sono stati chiusi autonomamente. Così come si smaltisce in qualche modo la spazzatura e Paolo rimedia da vivere. Via Cavezzali 11, per quanto strano, è messa meglio di alcune proprietà Erp dove in teoria i servizi ci sono regolarmente. Anche con la palestra sotto l'edificio non ci sono problemi: il titolare, «presente da 15 anni» non può fare altro che essere testimone del declino dell'immobile ex Inpdap.

Via Cavezzali va salvata, ma tra passaggi di mano, aste e operazioni di polizia non è più nemmeno chiaro chi dovrebbe fare cosa. Secondo il consigliere regionale di Forza Italia Fabio Altitonante «è una ferita aperta in un quartiere abbandonato» e chi deve intervenire è «il Comune di Milano, che è l'attore principale al tavolo per la sicurezza in Prefettura» e gli ha chiesto «un'azione immediata» per dare «un segnale forte». Secondo Fabrizio Dierisi, abitante di via Padova 95 che ha raccolto 300 firme per chiedere più sicurezza, il degrado si sta allargando al quartiere e deve intervenire il Municipio. Samuele Piscina, presidente leghista della zona, ricorda che «il Municipio 2 lavora da un anno» per ottenere un sequestro. Anche SinistraxMilano ha chiesto un «intervento urgente dell'Ats e il sequestro preventivo» per lo stabile. «Siamo felici che si siano accorti di questa necessità» replica Piscina.