E Cremona inaugura la sua Primavera jazz

Luca Testoni

Mentre Milano ha sperimentato - con discreto successo - l'idea del grande festival diffuso per la città (leggi: la positiva esperienza di JazzMi), nella provincia lombarda crescono i festival dedicati alla tradizione jazz e, più in generale, alla musica improvvisativa. Concluso da poco un festival da 10 e lode a Bergamo, ora è la volta di CremonaJazz. Giunta alla sua terza edizione, la manifestazione cremonese punta su quattro concerti per altrettanti prestigiosi nomi della musica internazionale, in programma dal 25 aprile nella suggestiva cornice dell'Auditorium Giovanni Arvedi, e su un altro poker di «aperi-jazz», con protagoniste invece alcune formazioni italiane, che si terranno (dalle 18.30 alle 20.30) presso il bar e ristorante del Museo del Violino in concomitanza con le date dei concerti principali (si comincia domani con il Pepe Ragonese Trio).

Ad inaugurare l'edizione 2017, il 25 aprile, sarà il Cello Samba Trio capitanato dal violoncellista brasiliano Jaques Morelenbaum, e del quale fanno parte anche il chitarrista Lula Galvão e il batterista-percussionista Rafael Barata. Che cosa aspettarsi da un musicista sopraffino e da un arrangiatore colto come Morelenbaum, uno che nei momenti più esaltanti della sua carriera ha trascorso 10 anni a fianco di Antonio Carlos Jobim e ha suonato per Egberto Gismonti e Caetano Veloso? Rileggere con maestria strumentale alcune fra le più poetiche pagine della musica della sua terra.

In cartellone ci sarà spazio anche per la passione argentina degli Aires Tango del sassofonista Javier Girotto, arricchiti per l'occasione dalla chitarra di Ralph Towner (7 maggio); per i ritmi incalzanti e alle melodie spigolose dei violini del Kronos Quartet (21 maggio); e per l'instancabile signora del jazz made in Usa, l'81enne Carla Bley, una carriera infinita dagli esordi come compositrice alla fine degli anni Cinquanta fino all'ultimo album, «Andando el tiempo», che sarà riproposto a Cremona la sera del 27 maggio in compagnia di Andy Sheppard (sax) e di Steve Swallow (basso). Un lavoro, quest'ultimo, influenzato dalla poesia di Paul Haines e dalla musica di Mendelssohn, che scandito da un ritmo di tango ha provato a mettere in musica il recupero dalla dipendenza dalle droghe di un mio amico, afflitto da tossicodipendenza.