E per Ferragosto ventisei famiglie hanno invitato dei profughi a pranzo

«È inutile che continui a pregare» disse l'ufficiale. «In agosto persino Dio va in vacanza». Le spiegò che mezza Italia era in spiaggia in quel periodo, soprattutto la domenica... Siamo in un racconto ramingo di Gabriel Garcìa Marquez, dentro la cruda realtà delle estati nostrane di molti, ma non di tutti. Soffre chi è escluso dai vacanzieri e non per scelta. Piange più del solito, perché in mezzo a qualche appassionato amante della città d'estate abbondano coloro che subiscono: anziani soli, senza tetto, famiglie impoverite, profughi, in aumento a causa di guerre e persecuzioni che funestano mezzo mondo.

Essere soli diventa malattia mortale mentre tutti gli altri fanno festa. Si può davvero avere l'impressione che Dio sia andato in vacanza. Così, c'è del realismo magico nei mille volontari della Caritas che rimarranno ad aiutare le persone in difficoltà, nei rifugi per senza tetto come sulle strade, e anche a cercare di allontanare dalle strade homeless e prostitute, categorie che non vanno mai in ferie, a distribuire pacchi alimentari e fare da personal shopper per gli anziani barricati in casa, quelli che da soli non vanno neanche a comprare l'aspirina o il rasoio nuovo e contemplano frigoriferi sempre più vuoti. «Aperti per ferie, per nutrire con il cibo materiale e con la relazione» dice Luca Bressan, vicario episcopale per la Carità. Perché tutte le persone che attendono l'arrivo dei mille volontari d'agosto «non rischiano di morire di fame, ma di solitudine», come conferma don Roberto Davanzo, direttore generale della Caritas ambrosiana.

Mille è un numero che evoca moltitudini e, anche se durante l'anno i volontari in azione sono cinquemila, regala la ragionevole certezza di non sbattere la porta in faccia a chi bussa in giorni che possono essere infernali, non solo per il caldo. A ferragosto arriva un'iniziativa dell'Osservatorio di Milano. Si chiama «Aggiungi un posto a tavola» (per aderire si può telefonare al 3274331898) e propone di invitare uno sconosciuto che vive il disagio. Un pranzo di Natale nel giorno dell'Assunta. Per molti l'ospite sacro sarà una famiglia di rifugiati. «Ci sono già ventisei famiglie che si sono rese disponibili - dice Massimo Todisco -. Sono loro a chiedere di accogliere profughi, perché desiderano un faccia a faccia, conoscerne la storia, sapere come sono arrivati fin qui».

E poi c'è il Refettorio ambrosiano di Greco, che non chiude. Al contrario: mette a tavola le eccedenze di Expo, materie prime pregiate per chi non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena. Chi lo desidera, potrà contribuire a sostenere l'opera con una cena di beneficenza organizzata per domenica 9 agosto. L'offerta prevista è di cento euro. Ai fornelli quattro chef latinoamericani: Enrique Olivera, Rodolfo Guzman, Carlos Garcia, Matìas Perdomo. Anche questa è una cena sospesa: paghi di più per invitare chi ha meno.

Twitter @sabricott

Commenti

FRANZJOSEFF

Gio, 30/07/2015 - 14:30

FATE I SERI

Ritratto di giangol

giangol

Gio, 30/07/2015 - 15:53

perchè solo 26? e tutte le altre famiglie che votano PD dove sono??ai caraibi vero??