E Maroni fa il sindacalista: «Boicottiamo chi ha tradito»

Il caso Husquarna con il rischio licenziamento per 240 lavoratori annunciato dalla nuova proprietà scuote il governatore Roberto Maroni che lancia la proposta choc di un boicottaggio di Bmw e Ktm coinvolte nell'operazione. L'occasione è stata l'originale iniziativa di un «motoraduno di protesta», come raccontava ieri la Prealpina, organizzato domenica dai lavoratori davanti ai cancelli dello stabilimento varesino a rischio chiusura di Cassinetta di Biandronno. Non a caso nel giorno della Festa della Repubblica scelto per difendere una fabbrica italiana che tanta parte ha avuto nella costruzione di un marchio mito del motociclismo. E che ora, dopo il «saccheggio industriale» denunciato dai lavoratori, l'austriaca Pierer Industries, recentemente subentarata alla Bmw e di Ktm di cui Pierer è proprietaria, vorrebbe dismettere.
«Stiamo studiando qualche iniziativa - le parole dure di Maroni - per far sapere ai cittadini che intendono comprare questi marchi che è meglio sceglierne altri d'ora in avanti». Un boicottaggio in piena regola, minacciato per difendere i posti di lavoro, un'operazione d'immagine che potrebbe avere la sua efficacia. «Tutto ciò che avviene in Lombardia ci interessa e se c'è un problema lo vogliamo risolvere». Ha detto Maroni, assicurando che «faremo propaganda». Un aiuto accolto con soddisfazione dalla Rsu aziendale che con Elvira Ratti alla Prealpina ha detto che i lavoratori «non temono strumentalizzazioni, anzi su questa battaglia c'è solo una grande unità. Più parlano di noi e più si conosce questa vicenda assurda: sono tutti benvenuti». E spiega che «per legge non possiamo bloccare la vendita, ma possiamo difendere i posti di lavoro».
Una battaglia che Maroni ha dimostrato di non voler perdere, come dimostra la creazione di un tavolo regionale a cui parteciperanno i sindaci del territorio e presieduto dal primo cittadino di Biandronno Antonio Calabretta. E una situazione davvero intricata che affonda le radici addirittura nel 1689, quando Husquarna Vapenfabrik fu fondata per produrre i moschetti dell'esercito svedese. La divisione motocicli fu venduta nel 1987 alla Cagiva (MV Agusta Group) per poi passare nel 2007 alla Bmw che ha mantenuto la sede principale a Cassinetta. Nel 2013 il passaggio di Husquarna da Bmw Group a Pierer Industrie di proprietà di Stefan Pierer che è anche ceo di Ktm e ora vuole chiudere gli impianti italiani per trasferire la produzione parte in Austria e parte in India. «Ora l'azienda - fa il punto Giovanni Cartosio della Fiom Cgil di Varese - con l'apertura di un tavolo al ministero dello Sviluppo economico che ha bocciato l'operazione Ktm, è stata costretta a ritirare la procedura di cassa integrazione straordinaria. Chiamando in causa oltre a Ktm anche Bmw». Difficile impedire una vendita. «Ma se gli austriaci di Ktm - spiega Cartosio - hanno rilevato a costo zero un marchio e una rete di vendita e adesso non hanno più intenzione di fare industria nel nostro Paese, hanno comunque il dovere di aiutare i lavoratori e chi vuole investire nel territorio». Per l'assessore al Lavoro Valentina Aprea «occorre far luce su quanto accaduto nel passaggio di proprietà, per non perdere un sito produttivo particolarmente significativo per quantità e qualità delle ricadute occupazionali». Con il presidente leghista della commissione Attività produttive Angelo Ciocca che vorrebbe «far nascere un soggetto regionale che sappia stimolare gli imprenditori di comparti analoghi a subentrare in queste situazioni. La Regione deve intervenire per conservare la produttività in loco, accompagnando l'ingresso di nuovi soggetti». Mentre Alessandro Alfieri e Onorio Rosati (Pd) chiedono che la Regione definisca «meccanismi di disincentivazione alle delocalizzazioni produttive anche con l'individuazione di vincoli riguardanti la ridestinazione d'uso dei terreni di siti produttivi».