E nel seggio spunta la matita che si cancella

«Scusi, ma lei ha calcato bene, sulla scheda...». Erano le Politiche di febbraio 2013 e il presidente fece a bruciapelo una domanda dalla risposta apparentemente scontata. Francesco Denti, elettore di Peschiera Borromeo, rimase sconcertato perché la matita gliel'aveva data lo scrutatore ma quell'«incidente» gli era rimasto impresso.
Balzo cronologico e andiamo a ieri mattina. Ore 12. Sempre Peschiera Borromeo. Sempre Francesco Denti, di mestiere agricoltore, anni 66. Che stavolta al seggio si presenta con una gomma in tasca. Riceve scheda e matita. A quel punto la sorpresa. Chiede al presidente del seggio di provare la matita con cui doveva votare per le Europee e le Comunali. «Era giallognola, sembrava diversa dalle altre». Il responsabile acconsente, prende un foglio di carta e traccia un segno. Denti, impassibile, di fronte ai presenti, tira fuori la gomma e inizia a cancellare. La croce sparisce come d'incanto.
Sbigottimento generale. Sul volto dell'ufficiale elettorale si disegna un'espressione attonita. «Ma chi le ha dato questa matita...» domanda. «Il commissario» risponde Denti che cerca, con lo sguardo, quella persona nel frattempo assente. Il presidente porge allora all'elettore una nuova matita, stavolta marroncina. Nuovo segno, torna in scena la gomma che, di magico non ha nulla, e infatti stavolta la traccia resta indelebile. Come dovrebbe essere.
Denti esprime la sua volontà elettorale e all'uscita domanda al presidente che fine faccia la matita cancellabile. «Dev'esser qui per errore», gli viene risposto. Sorpèrendente. L'elettore si chiede quante persone, prima di lui, abbiano usato quel lapis delebilissimo, consentendo un'ipotetica variazione del simbolo crociato, ma il quesito - ovviamente - è senza risposta.
Il presidente giura che verrà accantonato e mai più utilizzato.
Denti esce dal seggio e racconta l'avvenuto ai rappresentanti di lista. Immediato rientro. E immediato verbale, con richiesta di accertamento in Comune.