E nella piazza d'Armi concerti etnici e jazz

Non solo storia ma anche tanta musica al Castello. Fino a domani, infatti, il Cortile delle Armi del Castello Sforzesco ospita la prima edizione di «Ethno Italy», manifestazione aperta a giovani artisti provenienti da ogni parte del mondo e orientati alla musica tradizionale e al folk. La rassegna, curata dalla Fondazione Gioventù musicale d'Italia, vuole esplorare le tradizioni e i linguaggi di diverse culture, favorendo le contaminazioni tra i generi. Dopo il concerto inaugurale di ieri in cui si sono incrociati strumenti insoliti come la chitarra sarda preparata di Paolo Angeli e il morin khuur (chiamato anche «violino a testa di cavallo» e usato come una viola da gamba) del musicista Epi, originario della Mongolia, questa sera (ore 21, ingresso libero) è la volta di un altro duo: sul palco saliranno il fisarmonicista Simone Zanchini e la violinista ungherese (ma residente negli Usa) Iva Bittova, impegnati in una sorta di dialogo tra Romagna ed Europa dell'Est. La Bittova tratta il violino come una voce umana, piegandolo a un'infinità di soluzioni, mentre Zanchini, musicista molto apprezzato in ambito jazz, usa il più popolare degli strumenti come una macchina per produrre suoni e atmosfere. I due artisti hanno fatto delle loro radici un punto di forza dei rispettivi percorsi artistici, che questa sera accosteranno con l'obiettivo di cancellare i confini e di abbattere gli steccati che delimitano i territori musicali: musica colta, improvvisazione, jazz e folk si mescoleranno senza soluzione di continuità. La serata conclusiva di Ethno Italy è quella di domani quando si incontreranno, in anteprima assoluta, due aree geografiche (e musicali) apparentemente molto distanti tra loro: la Sicilia di Giovanni Falzone, trombettista, compositore e direttore d'orchestra di formazione classica ma votato alla causa del jazz, e l'Africa occidentale di Arsene Duevi, polistrumentista «sciamano» del Togo.