E ora Renzi deve decidere se rottamare Sala o Pisapia

Girare al largo. La faccia di Giuseppe Sala quando ieri è arrivato negli uffici di via Rovello parlava da sola. Il commissario Expo ha letto i giornali che rilanciavano il «piano b» di Pisapia per candidare la sua vice Francesca Balzani, e si è infuriato. Da 10 giorni si parla di un incontro risolutivo a Roma tra Sala e il premier Renzi per scogliere i dettagli della sua corsa e dare l'annuncio. Ma questo invito continua a slittare, Sel minaccia di sfilarsi dalle primarie se ci sarà il manager e ora torna alla ribalta la soluzione (già spuntata ad agosto) per non azzerare il «modello Milano»: la Balzani, che gode di buoni rapporti con la renzianissima Serracchiani ma piace anche alla sinistra radicale e agli arancioni. Lei sarebbe pronta a fare il grande passo, ma a chi le ha parlato ha confermato di non volersi scontrare alle primarie con Sala. I due dem già in campo, il deputato Emanuele Fiano e l'assessore Pierfrancesco Majorino si sono sentiti al telefono e hanno ribadito entrambi che non intendono ritirarsi, anzi. Fiano insiste: «Chi ha voglia di correre lo dica per tempo». Tattica? Fiano aveva già fatto mezzo passo indietro pro Sala su richiesta del partito. Majorino potrebbe alla fine accettare un ticket con la Balzani, soluzione che non dispiacerebbe alla SinistraDem e, senza dare un ordine nel tagliando, viene caldeggiata anche dal capogruppo Sel Mirko Mazzali: «Sarebbe complicato se due assessori si presentassero come continuità a Pisapia».Giornata tesa a sinistra. I coordinatori locali del Pd Pietro Bussolati e Alessandro Alfieri alle 13 hanno visto Pisapia, strappando un sostanziale sì a ridiscutere la data dei gazebo. Renzi vorrebbe «primarie day» il 20 marzo. Per ora dice Pisapia «è il 7 febbraio, l'unico problema è che coincide con la settimana di Carnevale e vogliamo la massima partecipazione». Potrebbe sciogliere il nodo direttamente con Renzi: si vedranno la prossima settimana. Probabilmente, più del quando discuteranno del se. Il sindaco ieri ha ribadito la stima a Balzani, «è un ottimo vicesindaco e una persona rappresentativa, conosciuta, che è riuscita ad essere in più occasioni soggetto di condivisione di obiettivi, superando difficoltà e divisioni in certi momenti. Ma non so se intenda candidarsi», Fa finta di essere spettatore invece che regista. E ribadisce: «Non decido io, posso dare la mia opinione, ma siccome rispetto l'opinione dei cittadini, non voglio influenzarla». Quindi «io al momento dico che saranno i cittadini a decidere». Al momento, non è un dettaglio. Giorni fa ha detto che serve un nome «che non sia divisivo» che «bisogna avere il coraggio di sfidare chi sembra forte, ma forse non lo è» e «se fossimo in una condizione disperata, potrei prendere in mano la palla». La parte negativa dell'identikit corrisponde a Sala. Il manager, non previsto, alle 17.30 arriva al Dal Verme per un evento a cui partecipa anche Pisapia. E rimette quella palla nelle mani di Renzi: è ora che decida con chi stare, e che modello di futuro vuole per Milano. «Io non sono Pisapia» aveva già detto chiaro. Ieri ha escluso che deciderà prima del il 31 dicembre. L'ipotesi Balzani? «Non cambia assolutamente nulla per la mia eventuale candidatura. In tempi non sospetti ho detto che se c'è qualcuno che non è divisivo è giusto che si faccia avanti e deve avere la priorità. L'opzione meno divisiva possibile è Pisapia, mi auguro che ci ripensasse». O molli il campo?