E ora tenta di spacciarsi per arancione

Mr Expo continua a smarcarsi da Renzi: oggi sfilata con Zedda e Pisapia

Salvate il soldato Sala da Renzi. Il candidato del centrosinistra teme l'effetto anti-premier alle urne, dal giorno dopo il primo turno cerca di convincere gli elettori: «Non sono un candidato del premier». Ma parlano i fatti e la sfilata con il segretario del Pd al teatro Barrio's qualche giorno prima del 5 giugno, allora i dem milanesi contavano nella spinta positiva di Renzi, oggi il gioco è a smarcarsi. Non è stato un trascinatore nemmeno il sindaco uscente Giuliano Pisapia, la sua lista «SinistraxMilano» ha incassato un risicato 3,6 per cento alle urne, ma nella seconda fase di campagna per il ballottaggio vale la pena per Sala giocarsi la carta dei sindaci «arancioni» visto che a Cagliari o a Napoli ha ancora avuto un certo effetto. Oggi quindi, appuntamento alle 18 al Ponte della Gabelle (al Cam di via San Marco 46 dove mr Expo sogna di riportare le acque dei Navigli) per un «asse» Milano-Sardegna: con Sala ci saranno Pisapia (che nei giorni scorsi ha volantinato per lui al parco Sempione) e Massimo Zedda che in Sardegna è stato rieletto al primo turno.

E questa sera dovrebbe scattare il «Pisapia closing party», quasi un anno fa era nata una pagina Facebook per annunciare un afesta in prossimità della fine del mandato, e quello che sembrava uno scherzo ha preso pian piano forma, il luogo è «segreto» si leggeva ancora ieri sul social, ma voci di corridoio davanti tra le location probabili, tempo permettendo, il teatro Burri al Sempione.

Sala intervistato ieri da Lilli Gruber su La7 ha sostenuto che l'accusa contro di lui sulla scarsa trasparenza sui conti Expo «è cattiva e ingiusta, basta andare sul sito di Expo per vedere che il bilancio della società è positivo, poi se non si sanno leggere i bilanci possiamo fare un corso». Ha anticipato che faranno parte della sua squadra di giunta Linus e Umberto Ambrosoli, ex sfidante di Roberto Maroni e coordinatore dell'opposizione in Regione. Affiderà invece un ruolo esterno, come consulente per i progetti tra Milano e l'estero, alla leader radicale Emma Bonino. «Ho preferito fare qualche nome meno scontato, rispetto a chi è stato eletto - ha spiegato ieri Sala - per un'apertura a una società civile in senso generale. Credo che questi primi tre nomi associati a Gherardo Colombo (presidente del Comitato per la legalità, ndr.) diano un imprinting chiaro». Lo sfidante del centrodestra Stefano Parisi invece conferma di non voler svelare la giunta prima del voto: «Voglio difendere la mia autonomia e quindi non sottopongo al confronto elettorale i nomi delle persone che lavoreranno con me in giunta e non penso neanche che sia giusto fare di questi nomi delle bandiere elettorale per prendere un pò più voti. Io chiedo la fiducia ai milanesi e credo che loro mi diano fiducia in quanto ho autonomia nella decisione. Saranno persone di primissima qualità».

ChiCa